RECORD REVIEW / Senegalentino il nuovo album dei Ghetto Eden

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Dal 30 settembre è disponibile in tutti gli store digitali e nei migliori negozi di dischi“Senegalentino”: nuovo progetto dei Ghetto Eden, crew leccese-senegalese composta da Khadim Diene, Flavio Montinari, Malick Lo e Dj Zinfo. L’album, arrangiato eccellentemente da Papa Leu e dal Maestro Alessandro Garofalo (Bag a Riddim Band) e prodotto dall’etichetta Salento Sound System dei Sud Sound System di cui i Ghetto Eden sono ottimi allievi ed eredi, fonde i sound tipici dei rispettivi paesi di provenienza a cui i Nostri hanno voluto rendere omaggio. E così si alternano ai ritmi afro, etnici, reggae e rootz, le sonorità tradizionali della pizzica e della taranta. Non mancano le contaminazioni raggamuffin, dancehall con l’aggiunta di un pizzico di hip-hop (specie nella traccia “In this Life” in collaborazione con Guè Pequeno). Le liriche poi spaziano dall’inglese all’italiano, dal dialetto salentino al wolof. Il titolo dell’album è emblematico. “Senegalentino” rappresenta il sodalizio musicale e umano indissolubile tra due caldissime terre, ricche di similitudini. La terra rossa, le coste mozzafiato, le cave di bauxite, lu “sule ca scarfa” e le danze convulsive del Salento si legano e si sposano con le bellezze naturali, i rituali, la spiritualità e le percussioni del Senegal. Un incontro tra popoli che viene suggellato attraverso le note. Non a caso il disco si apre proprio con il brano “African Dance” featuring Sud Sound System, Rankin Lele, Papa Leu e Striunizzu. I più influenti nomi della scena reggae salentina, in una commistione tra old e new generation, celebrano insieme sullo stesso beat lo scambio multidisciplinare e l’integrazione tra culture che contribuiscono ad impreziosire sempre più il patrimonio immateriale del Salento. Il primo singolo estratto è “Summertime”, il cui videoclip è stato girato a ridosso del Bacino di Torre Chianca, località balneare sita vicino Lecce. L’area dall’alto valore naturalistico costituisce lo scenario ideale per supportare le istanze espresse dai Ghetto Eden nei propri testi quali il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente in cui si vive. La location si è prestata a diventare la cornice di una mega dance hall-acquatica. L’impianto a basso impatto ambientale utilizzato durante le riprese rappresenta l’espressione di principi come quello della sostenibilità. Le scene di “Summertime” raccontano come vivere “senegalentinamente” l’estate e conseguentemente la vita. Quanto ai contenuti del cd, i messaggi da estrapolare sono tanti: da quelli anti-lusso e anti-globalizzazione, alla critica del Sistema corrotto di oggi, delle istituzioni che ci rappresentano, del signoraggio e della politica. Tema dominante quello dell’anti razzismo: lo straniero infatti non deve essere osservato con un atteggiamento xenofobo, ma piuttosto come un valore aggiunto per la comunità. I Ghetto Eden con il loro secondo prodotto discografico rompono le barriere dei pregiudizi e dei luoghi comuni per indurre l’ascoltatore alla riflessione, a comprendere i principi di amore universale e a lasciarsi trasportare dalla felicità che ogni colore, immagine o suono può dare.

Eugenia Conti

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