EUROPEAN TOUR / I Sud Sound System portano in tutto il Continente la musica del Salento

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Comincia a maggio un super tour europeo per i Sud Sound System. Dopo un inverno trascorso per lo più nella propria Terra a lottare e a combattere a fianco di agricoltori, cittadini ed esperti per contrastare la questione o per meglio dire la truffa Xylella, adesso è arrivato il momento per i pionieri del raggamuffin salentino di diffondere la loro musica e i loro messaggi oltre i confini nazionali.

“Fuecu intra l’Europa” assicurano. La grande avventura comincerà il 1 maggio a Lugano in Svizzera per poi presentare il loro ultimo lavoro “Sta tornu” in altre tra le più importanti capitali europee. Purtroppo non li avremo con noi per la terza edizione del 1 maggio a Taranto, ma di sicuro ne saranno felici tutti gli emigrati e i supporter in ogni angolo d’Europa. Girare il continente porterà ancora più esperienza e ispirazione negli artisti, così come il loro pensiero potrà avere maggiormente l’opportunità di diventare un manifesto o un esempio per diverse Nazioni.

Non dimentichiamo che il libro dello stesso Nandu Popu nasce a seguito di una chiacchierata post-concerto in Svizzera con un fan salentino emigrato e stabilitosi da quelle parti. Insomma, “Simu salentini de lu munnu cittadini” significa che la musica di Don Rico, Terron Fabio e Nandu Popu per quanto identitaria può unire tutte le culture e favorire l’integrazione tra popoli. Più di venti anni fa esordivano in casa con i primi 12 pollici e la loro popolarità cresceva attraverso passaparola a livello locale, oggi possono asserire di essere ambasciatori del reggae in Europa.

Tour dates:

May 01 FESTA PRIMO MAGGIO
May 02 Club K Dusseldorf, Germany
May 03 Cassiopeia Club Berlin, Germany
May 05 Dingwalls London, UK
May 07 Cabaret Sauvage Paris, France
May 08 Opium Room Dublin, Ireland
May 09 VK Club Brussels, Belgium
May 10 Sugar Factory Amsterdam, Netherlands
May 12 Razzmatazz Barcelona, Spain

 

Eugenia Conti

CONCERT REVIEW / Ultima tappa Mea Culpa Tour a Napoli: Clementino conquista l'Arena Flegrea

cleme arena flegrea

Il “Mea Culpa Tour 2014″del rapper nolano Clementino si è concluso lo scorso sabato 27 settembre a Napoli con una memorabile serata all’Arena Flegrea. La prestigiosa location è stata la giusta cornice per un tour che, tappa dopo tappa, durante tutta l’estate ha riscontrato un grande seguito. E’ stata la prima volta in cui un rapper ha suonato all’Arena Flegrea, ma la Iena White ha superato egregiamente questa sfida esibendosi sullo stesso palco già calcato da artisti come Bennato, Battiato, George Benson, B.B. King, Keith Jarrett, Ennio Morricone, Gotan Project, Carlos Santana, Mark Knopfler, Tori Amos, Nick Cave, Robert Plant, Massive Attack e molti altri. Come si suol dire Clemente ha “chiuso in bellezza”, ospitando al suo concerto importanti nomi dello scenario hip-hop partenopeo e nazionale: dal sardo Salmo, al romano Noyz Narcos, dal dominicano El Koyote, ai napoletanissimi Sangue Mostro, Paura, Dope One e Uomodisu. Una super formazione per rendere l’evento irripetibile. Ai piatti si sono alternati Dj Snatch, Shablo e, come per tutte le date, il fidato dj Tayone. Lo spettacolo si è arricchito dell’inaspettata presenza di Sal da Vinci. Aprire le danze è toccato ai The Rivati, gruppo composto da Marco Cassese e dal fratello minore di Clementino, Paolo. Reduce dal reality Pechino Express insieme allo stesso Paolo, l’Mc ha regalato alle migliaia di fans entusiasti uno show senza precedenti. Pezzo dopo pezzo, non sono mancati i momenti goliardici e divertenti in perfetto stile Clementino, ma anche quelli di consapevolezza e riflessione. Sul palco dell’Arena infatti è intervenuta Antonella Leardi, la mamma del tifoso napoletano Ciro Esposito, vittima della violenza degli scontri avvenuti a Roma.  “Mio figlio era un grande fan di Clementino. Non vogliamo vendetta, ma giustizia e verità per lui”, grida la donna con la dignità e il coraggio che la contraddistinguono. A quel punto il rapper dedica a Ciro il suo brano più bello: “La Luce”. Nei camerini c’è anche la copia del disco d’oro che Clementino ha ricevuto dall’Universal per il suo ultimo album. Dopo ore di live, si giunge all’epilogo. Clementino chiama sul palco tutti i guests, lo staff, regala ad ognuno di loro un piccolo Pulcinella, vero simbolo di napoletanità e conclude: “Dopo aver girato l’Italia, sentivo il dovere di chiudere questo percorso nella mia città: Napoli”. Lo spettacolo termina con la sua famosissima “O vient”, mentre lo stage si riempie di coriandoli colorati che vengono sparati in aria. Un altro successo che si aggiunge alla carriera dell’artista. Per ascoltarlo di nuovo dal vivo però bisognerà aspettare. Adesso il “capocannoniere del flow” prenderà una pausa dai concerti per dedicarsi “anema e core” all’uscita del suo prossimo disco, che comincerà a registrare dal 7 ottobre. Inoltre, Clementino cercherà di partecipare a Sanremo nella categoria Big, a differenza di suo fratello che tenterà l’ammissione nella categoria giovani. Insomma, quel ragazzo di periferia che girava la penisola in lungo e in largo in scomodi treni regionali per partecipare ad ogni contest e per cercare di emergere nel panorama rap del Paese ha toccato davvero la luce.

Eugenia Conti

CONCERTS / Sud Sound System live a Castel Volturno. Unica data campana di Sta Tornu Tour.

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I Sud Sound System sono tornati… E alla grandissima. Appena qualche giorno fa, il 10 giugno, è uscito “Sta tornu”. Il loro nono disco si lascia ascoltare tutto d’un fiato. E’ composto infatti da 19 incredibili tracce, tutte validissime, dai messaggi vari, da quelle d’amore più romantiche (“Do parole”, l’infinitu tra nui”), a quelle anti-sistemiche (“Nazione strana”, “Man in pasta”), continuando con quelle di rivendicazione dei diritti della propria terra ( “Mito da sfatare”, “Roja”, “Fumo nell’anima”) e quelle che parlano della funzione taumaturgica della musica (“Na fantasia”, “La megghiu medicina”).

Un cd freschissimo, dunque, che ha come filo conduttore il ritorno del Sud e dei Sud, con tematiche e sound sempre in linea col perfetto stile Sud Sound System. Ma come sappiamo quando si seguono degli artisti l’apice della felicità per i supporters si raggiunge assistendo ai concerti live dei loro beniamini.

Vi state chiedendo quando il popolo campano avrà l’opportunità di ascoltare per la prima volta dal vivo i brani tratti dall’ultimo lavoro dei nostri veterani salentini del raggamuffin? La risposta è semplice: il prossimo 28 giugno. Ad ospitarli insieme alla loro fidata ed eccellente“Bag a riddim Band” nella tappa campana del “Sta tornu live tour 2014″ sarà Flava Napoli, un’organizzazione partenopea molto sviluppata sul territorio e da sempre attiva sulla scena Reggae, hip-hop e reggaeton.

La location sarà il “Lido Fiore- Flava Beach”, un locale dallo stile tropicale situato sul litorale di Castel Volturno e che farà da giusta cornice all’importante evento. La sorpresa per chi verrà in trasferta è l’allestimento di un’area camping adibita appositamente per poter campeggiare e trascorrere tranquillamente la notte dopo la grande serata. Di seguito tutte le informazioni relative all’evento. Insomma, lo spettacolo avrà dell’ imperdibile. Immaginate i Sud Sound System col Vesuvio sullo sfondo e l’atmosfera vulcanica che scoppietterà a colpi di raggamuffin! Accorrete numerosi!

Data: 28 giugno

Ticket: 10 + prevendita (acquistabile sul circuito www.go2.it)

Luogo: “Lido Fiore- Flava beach”, Litorale Domitio- Loc. Ponte a Mare

Via Dante Alighieri, Castel Volturno (CE)

Info: 320 3220881

335 8426542

 

Eugenia Conti

POST PRIMO MAGGIO / Le nostre riflessioni dopo il concertone di Taranto

Qualche riflessione dopo il primo maggio a Taranto e dopo il concerto”Si ai diritti, no ai ricatti”.

Anzitutto è stato uno spettacolo senza precedenti. Più di 180000 persone presenti e nulla da invidiare al tradizionale concerto annuale di Piazza San Giovanni a Roma.

Non a caso molti artisti dalla capitale cominciano a inviare sms ai propri colleghi dal contenuto: “Qui è una noia, dovremmo essere a Taranto anche noi”.

In secondo luogo cosa dire della Cisl che invece di preoccuparsi delle problematiche derivanti dall’Ilva, come doveroso da parte di un sindacato, si è preoccupato di definire l’evento “saga di paese” rispetto a Roma?

Il concerto di Taranto aveva una ratio ed un senso ben precisi: gente del Sud unita per lottare per i propri diritti, per far rinascere la propria città, per urlare dalle 15,00 alle 02,00 di notte “Taranto libera”, insieme ai cantanti.

Alle 14,30 si è capito subito, con Caparezza, che si trattava di un momento importante. Poi l’attore Michele Riondino, direttore artistico insieme a Roi Paci. E quando mai a Roma si è vista un’apertura così? ”Signor presidente del consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti vi continueremo a maledire ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate. Ci sarà il giorno in cui le voci che avete soffocato riusciranno a farsi sentire. Siamo vicini a quella data”.

Dopo una serie di gruppi emergenti, si alternano negli show i Big: Fiorella Mannoia, Tre allegri ragazzi morti, Vinicio Capossela, Mama Marjas, Fido Guido, Sud Sound System, 99 Posse, Afterhours e tantissimi altri.

“Il lavoro è un nostro diritto, ma lo è anche e soprattutto la salute”, dice Fiorella Mannoia.
“Ilva is a killer. Se ci uniamo concretamente tutti e 100000 quanti ne siamo otterremo i cambiamenti. Perché gli abitanti di Taranto non devono morire. Devono credere ancora nella vit.”, grida sul palcoscenico la grintosa e tarantinissima Mama Marjas.
È poi il turno dei Sud Sound System: “Questa è casa mia, terra mia, Tarantu, no, nuh se tocca”. I tre salentini hanno esortato il pubblico a riprendersi la propria terra dalle mani degli impostori.

Standing ovation per i 99 Posse, i quali operano un parallelo tra Taranto e Napoli. Una rappresentanza molto forte, la loro, che hanno accusato potere precostituito e polizia.

Tra un’esibizione e l’altra intervengono diverse realtà e movimenti ecologici nazionali: “No al Carbone Brindisi”, “Coordinamento Acqua Pubblica Abruzzo”, “No Triv Basilicata”, “Via il Carbone La Spezia”, “Terra dei Veleni-Crotone ci mette la faccia”. Ognuno racconta le proprie storie, le proprie problematiche, le proprie battaglie e la folla ringrazia con il proprio calore.

Mentre la “fabbrica della morte” fuma in lontananza con i propri veleni e vapori, a poca distanza c’è una distesa infinita di gente proprio all’interno di un luogo emblematico: il Parco Archeologico delle mura greche. Proprio in quello scenario ricco di storia, i tarantini rivendicano la propria identità, la propria appartenenza e desiderano il ritorno agli antichi splendori, come quando Taranto era una delle colonie più belle e importanti della Magna Grecia. Basta abusi, vogliamo tornare a respirare e a vivere il futuro con speranza. Provincialismo o semplice senso di giustizia?

Eugenia Conti

CONCERTO PRIMO MAGGIO TARANTO 2014 / Ecco il programma della giornata

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Oltre al classico evento del Primo Maggio di Roma c’è un altro concerto sempre nella stessa data: quello del Primo Maggio a Taranto.

E’ stata scelta come location per svolgere l’evento l’antica colonia della Magna Grecia, oggi – a causa dell’Ilva – avvolta nel grigio, nei fumi, nei vapori, scenario perfetto di un genocidio in corso.

In un giorno tanto simbolico come quello della “Festa del Lavoro”, lo scopo della manifestazione, ci spiega uno degli organizzatori, Giuseppe Internò, del “Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto” è ben preciso: lanciare un segnale forte contro chi sta togliendo la vita ai tarantini e sta uccidendo l’ambiente nel falso nome del lavoro. Nasce così l’idea di dar vita a questa iniziativa.

Seguendo oggi la conferenza stampa in diretta da Roma, sono stati anzitutto presentati i temi fondamentali: salute, lavoro, cultura e ambiente, come si può leggere anche qui nel documento politico della manifestazione.

Il concerto in questione quindi sarà il primo gesto simbolico per poter concretamente ed attivamente parlare del futuro della città e della sua riqualificazione, ottenibile attraverso l’immediata bonifica della zona. Sarà anche la giusta vetrina per far conoscere alla massa la campagna R.S.T. (Rischio Sanitario Taranto).

Taranto, infatti, è purtroppo una città ad alto rischio sanitario e i suoi cittadini pretendono un’esenzione ticket speciale per tutti i malati con patologie derivanti dall’inquinamento.

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti si sta già muovendo in questa direzione con una raccolta firma on-line, dove è importante il contributo di ognuno di noi (potete firmare subito aprendo questo allegato http://liberiepensanti.altervista.org/index.php/campagna-r-s-t.html ). Ma quale è il programma di questo evento tanto atteso? Alle 09,00 del mattino avranno inizio dei convegni, in cui si alterneranno a parlare personaggi del mondo politico e sindacale pugliese e in cui sarà possibile il dibattito diretto col pubblico. Alle 15,00 è prevista l’apertura del concerto con un grande artista locale, ma di fama nazionale: Caparezza, che presenterà il suo nuovo disco “Museica”, uscito ieri. A seguire una dozzina di artisti emergenti, per dar spazio non solo ai più famosi, ma anche alla florida scena giovanile pugliese. Finite le loro esibizioni, torneranno in scena i Big. Fino a mezzanotte sul palco accanto a Michele Riondino, patron dell’iniziativa e musicista, saliranno anche Raf, gli Afterhours, Paola Turci, Francesco Baccini, Luca Barbarossa, Roy Paci, Fiorella Mannoia. E ancora Diodato, Fido Guido accompagnato dalla Rockin’ Roots Band, Idem e Gmac Citylock, Mama Marjas assieme a Don CiccioTre allegri Ragazzi Morti, 99 Posse e Vinicio Capossela. Oltre agli immancabili maestri del reggae salentino: i Sud Sound System“Per noi il Primo Maggio di Taranto è come la nostra canzone “Casa Mia”. E’ un momento di riappropriazione dei diritti, delle tradizioni, delle aspirazioni e  della voglia di cambiare la nostra Terra per i nostri figli”, dichiara il salentinissimo Nandu Popu, che ha dimostrato con l’arte e con i fatti l’immenso amore che nutre per la sua terra, insieme agli inseparabili Don Rico e Terron Fabio.

Un’occasione, dunque, per far arrivare nel cuore della gente determinati messaggi, denunce sociali ed ecologiche, attraverso il canale più bello che possa esistere: la musica.

Eugenia Conti

MASCALZONI LATINI / Auguri a Pino Daniele per i suoi 59 anni

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9 marzo, San Giuseppe e festa del papà. Ma c’è qualcuno di molto speciale che, oltre a festeggiare l’onomastico, compie anche gli anni in questa data. E’ Pino Daniele: 59 anni, di cui 40 dedicati alla musica.

Aveva appena 21 anni quando entrò a far parte, come bassista, di quella Napoli Centrale, che tanto ha segnato una generazione partenopea. Solo 22, invece, quando uscì l’album d’esordio: “Terra mia”, primo disco di un ragazzo innamorato della sua terra, delle sue radici, della sua cultura e che aveva voglia di gridare al mondo intero tutto il suo amore per la straordinaria città di Partenope. “Terra mia” sarà il primo di ventitre album, che l’artista inciderà durante il corso della sua lunga carriera.

Oggi, ci sembra giusto e doveroso celebrarlo. Pino, tanto amato dal suo popolo, vera icona musicale, col suo blues e col suo suo jazz. Propulsore col “Neapolitan Power”, assieme ad altri pilastri del genere come Tullio De Piscopo, James Senese, Toni Esposito, di una vera e propria corrente musicale, culturale e di pensiero.

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Ha 59 anni adesso e nonostante i problemi di salute passati, non vuole assolutamente abbandonare la colonna portante della sua esistenza: la musica. Infatti,  sorprende sempre con qualche nuova data esclusiva i fans, spaventati e preoccupati di non poterlo ascoltare più in live. E così dopo il grande successo del Palapartenope a Napoli durante le vacanze natalizie 2013/2014, c’è grande attesa per il concerto che Pino il prossimo 1 settembre 2014 terrà al Nord, nella lontana Verona, in quell’arena prestigiosa, palcoscenico di moltissimi artisti a livello mondiale.

Il concerto si chiamerà “ Nero a metà” e sarà tutto dedicato al terzo album del cantante, dall’omonimo titolo. Durante lo spettacolo, saranno protagoniste molte tra le sue canzoni più belle di sempre. Da “A me me piace ‘o blues”, a “Quanno chiove”. Per l’occasione, sul palco assieme a lui, salirà la band originale degli anni ‘80: l’immancabile James Senese al sassofono, continuando con Tony Cercola al bongos, Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere ed, infine, Rosario Jermano alle percussioni. Oltre al gruppo storico, la performance sarà arricchita dall’aggiunta di ben cinquanta componenti dell’Orchestra Sinfonica “Roma Sinfonietta”, diretta dal maestro Gianluca Podio, che contribuirà a rendere il tutto ancora più magico.

Tutti in attesa, quindi, di “Nero a metà”, dove il nero sta a rappresentare l’anima artistica del cantante, riproiettata e rivissuta interamente nel suo sound così black, ma a metà perché Pino è mediterrano ed ancora legato al posto che gli ha dato i natali e lo ha reso la pietra miliare che è oggi. La sua e la nostra Napoli. Vaj mo, Pino. Auguri.

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Eugenia Conti