MUSIC NEWS / Da domani online "Lo strano caso di Iena White" di Clementino

lo strano caso di iena white

L’ha annunciato sul suo profilo Facebook ed è ormai ufficiale sui social network: Clementino ha chiuso le registrazioni del suo prossimo disco. Prodotto in studio da dj Shablo sotto l’etichetta Universal è prevista l’uscita nella primavera 2015, ma per far pregustare il suo ritorno ai fans più impazienti il rapper non ha perso tempo e ha deciso di lanciare per il 16 marzo, domani, su Youtube il suo primo singolo estratto intitolato “Lo strano caso di Iena White” con uno street video. Un brano dai risvolti autobiografici e che tende sostanzialmente a raccontare la sua storia.

Perché Clementino nonostante gli anni passino e abbia scalato dal basso e con una velocità impressionante tutti i gradini necessari per arrivare al vertice del panorama rap nazionale è sempre legato al suo primo nickname, da sempre una sorta di alter-ego per lui. La iena quindi in onore dell’animale perennemente ridente ed acronimo di “io e nessun altro” e white per richiamare scherzosamente al colorito biancastro che caratterizza la sua pelle.

Questa volta a raccontarsi nella canzone però c’è un Clementino molto più maturo, che ormai è cresciuto, ha vissuto infinite esperienze e non è più soltanto l’impetuoso e grintoso ragazzo dalla simpatia ìnnata che voleva rompere i culi di tutti i suoi avversari nelle sfide di freestyle.

Questo per l’artista è il settimo lavoro, in particolare il quarto album solista e non poteva essere scontato o ripetitivo. Sebbene la goliardia e l’esuberanza in quanto parte della personalità del personaggio troveranno sempre e comunque spazio nelle sue strofe, stavolta l’Mc ha una missione specifica da svolgere: tramandare ai più giovani, anche grazie ai suoi pezzi, la musica, gli insegnamenti e i messaggi del maestro Pino Daniele affinché possa continuare a vivere in eterno.

Infatti, subito dopo la scomparsa del suo adorato Maestro nello scorso gennaio 2015 Clementino si è chiuso qualche ora in studio e ha scritto a caldo un rap per lui. Chissà che ora non ci sorprenda direttamente con qualche traccia in collaborazione col Blues Man scritta e cantata nei suoi ultimi periodi di vita.

Inoltre l’enorme bagaglio artistico e culturale che il rapper ha potuto arricchire durante tutti viaggi svolti dal 2013 ad oggi contribuirà non poco a rendere interessante questo progetto. Ad esempio l’ispirazione trovata nei suoi soggiorni ad Amsterdam, città amata dall’artista e in cui si è potuto trattenere con il fidato Shablo che, per la serie “squadra che vince, non si cambia”, è stato riconfermato alla produzione dopo il grande successo di “Mea Culpa”.

Si è messo poi in discussione nell’esperienza asiatica in Birmania a cui ha partecipato come concorrente del reality show Pechino Express assieme al fratello Paolo, voce dei TheRivati e col quale si è ritrovato poi a volare oltre oceano per trascorrere un periodo nella Grande mela, la metropoli cosmopolita culla dell’hip-hop. Ma senza mai dimenticare l’influenza della sua Nola e Napoli, perenni fonti per i suoi versi e la sua musica.

Insomma, lo “strano caso” è meno strano da risolvere di quanto si creda: Clementino col suo talento unito a sangue, fatica e sacrifici si è ormai guadagnato il ruolo di vero Master of Cerimony della scena attuale. Non per niente gli appassionati del genere sono ansiosi di ascoltare e scoprire tutte le tracce, ma intanto partiamo dalla prima disponibile da domani in rete a partire dalle 14:00. Collegatevi!

Eugenia Conti

TUNE REVIEW / Dal Salento esce "Cridime", nuovo brano new rootz degli Adriatic Sound

cridime

Il 16 marzo sarà disponibile in tutti gli store digitale “Cridime”: un inno in versione new rootz rivolto al sentimento più antico del mondo ovvero l’amore. A cantarlo per noi i due veterani della musica reggae salentina Rankin Lele e Papa Leu alias Adriatic Sound. Gli Adriatic Sound sono un marchio di fabbrica rispettato a livello locale e nazionale nel corso degli anni. Nati più di quindici anni fa e cresciuti insieme ai loro maestri Sud Sound System, i due Lele sono entrambi cantanti e musicisti (Papa Leu è chitarrista nella Bag a Riddim Band e selecta ufficiale dei SSS, mentre Rankin Lele si è sempre dilettato alla tastiera), ma sono conosciutissimi anche per aver infiammato con “lu fuecu” delle dancehall e con le vibrazioni positive dei propri live infinite nottate salentine e per aver organizzato nella loro terra i concerti di moltissimi tra i più importanti nomi mondiali del genere (da Sizzla ai Morgan Heritage, da Junior Kelly a David Rodigan).

Fin da ragazzini hanno sempre mostrato la voglia di creare musica insieme chiamandosi nei modi più svariati: i “Due Lele Posse”, la “Trepuzzi Posse”, fino ad essere ribattezzati col proprio nome attuale dal famoso dj jamaicano Ruff Rider. Con diversi dischi alle spalle come “Salento Showcase 2000″, “Comu passione” realizzato assieme alla bellissima voce della loro compaesana Marina, “Salento Showcase 2007″ e innumerevoli collaborazioni, gli Adriatic Sound arrivano ad auto-prodursi l’ultimo lavoro dal titolo “Move Up” nel 2012 che vanta rilevanti featuring internazionali come quello con Miss Tenza e Gappy Ranks.

La lingua utilizzata da sempre per le liriche non può che essere l’amato dialetto salentino così idoneo a trasmettere emozioni e ad essere utilizzato sulle basi reggae e raggamuffin. Il Nostro duo ha sempre alternato tracce più fresh e ritmate, perfette da ballare e per scatenarsi, a brani seri ed impegnati. Nello stesso “Move Up” è evidente la critica al Sistema e all’inquinamento a cui anche il Salento è sottoposto. La canzone “A mera a nui” non a caso ci fa scoprire un Papa Leu in chiave più introspettiva dai toni amareggiati a causa degli effetti catastrofici della centrale a carbone di Cerano che rende l’aria irrespirabile fino alla sua Trepuzzi ed oltre…

Dunque, i poliedrici artisti, peraltro noti per essere alla conduzione del programma radiofonico “Pull up” sempre dedicato all’adorata musica jamaicana, hanno deciso di regalare ai loro supporters una nuova tune e di riconfermarsi come due inconfondibili reggae lovers. Il testo di “Cridime” sarà un classico tutto da ascoltare unitamente alla dolce melodia di sottofondo in grado di colpire dritta al cuore. In maniera spontanea e quanto più senza veli Rankin Lele e Papa Leu ci parlano in note di quella sfera sentimentale tanto nobile ed impetuosa di cui tutti siamo vittime e beneficiari.

Ad arricchire poi il sound sono intervenuti gli inseparabili colleghi della Bag a Riddim Band: Fossa Drummer alla batteria e alle percussioni, Leo Klaus al basso, il Maestro Garofalo alle tastiere e altri famosi musicisti del posto come Luca Manno al sax e Giancarlo Dell’Anno alla tromba. Alle chitarre non poteva che esserci lo stesso Papa Leu assistito da Marcello Leo. Insomma pochi giorni e sintonizzatevi sul web o sulle radio per farvi travolgere dalla passione di “Cridime”.

Eugenia Conti

TUNE REVIEW / Man in Pasta è il nuovo singolo dei Sud Sound System

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“Man in pasta” è il Sistema, lo Stato, la criminalità organizzata, i politici incravattati, i padroni delle banche, chi inquina la propria terra, gli imprenditori corrotti. E’ una canzone che parla di “gente senza scrupoli, ca pe lu guadagnu face crimini”. Il videoclip ufficiale di “Man in pasta”, brano tratto da “Sta tornu”, ultimo disco dei Sud Sound System, è da ieri su Youtube.


Il titolo ha una duplice accezione. La prima interpretazione è quella di “Man in pasta” in quanto uomo con le mani sempre  impastate di affari sporchi, colui che “comu a ‘nu petrusine sta intra ogne menescia”, ma con un gioco di parole il titolo potrebbe essere letto anche alla jamaicana  e dunque “Man impostor”, perfetto rappresentante di “Babilonia”, un regno che per i rastafariani indica lo sfruttamento e la corruzione. I Sud Sound System tentano di risvegliare tutti coloro la cui mente è dormiente a causa dell’abbindolamento di “nu sistema suca sangu e prepotente, ca nu pensa mai allu bene della gente, ma ca se arricchisce puru sullu chiu pezzente, ca ole nu populu poveru e ignorante, schiavu de iddrhi dipendente” come canta Don Rico. Nandu Popu la manda a dire ai capitalisti con i soldi nella busta “quiddri ca la datu lu padrone dell’industria”. Il richiamo alla questione Ilva di Taranto è evidente. Terron Fabio fa il resto col suo particolare timbro di voce per dare al ritornello la giusta carica di rabbia e denuncia. Il videoclip, disegnato da Pietro Favorito e Domenico Nagliero, fumettisti foggiani, già autori della celebre miniserie a fumetti “Lady Mafia”, dalle tematiche in comune con l’ultima canzone dei Sud, trasforma i tre veterani salentini in versione cartoon. La produzione invece è a cura della pugliese “Casbah Production Cuore Noir Edizioni”. Un vero e proprio inno di rivolta per il popolo del Sud, firmato SSS.

Eugenia Conti

RECORD REVIEW / Senegalentino il nuovo album dei Ghetto Eden

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Dal 30 settembre è disponibile in tutti gli store digitali e nei migliori negozi di dischi“Senegalentino”: nuovo progetto dei Ghetto Eden, crew leccese-senegalese composta da Khadim Diene, Flavio Montinari, Malick Lo e Dj Zinfo. L’album, arrangiato eccellentemente da Papa Leu e dal Maestro Alessandro Garofalo (Bag a Riddim Band) e prodotto dall’etichetta Salento Sound System dei Sud Sound System di cui i Ghetto Eden sono ottimi allievi ed eredi, fonde i sound tipici dei rispettivi paesi di provenienza a cui i Nostri hanno voluto rendere omaggio. E così si alternano ai ritmi afro, etnici, reggae e rootz, le sonorità tradizionali della pizzica e della taranta. Non mancano le contaminazioni raggamuffin, dancehall con l’aggiunta di un pizzico di hip-hop (specie nella traccia “In this Life” in collaborazione con Guè Pequeno). Le liriche poi spaziano dall’inglese all’italiano, dal dialetto salentino al wolof. Il titolo dell’album è emblematico. “Senegalentino” rappresenta il sodalizio musicale e umano indissolubile tra due caldissime terre, ricche di similitudini. La terra rossa, le coste mozzafiato, le cave di bauxite, lu “sule ca scarfa” e le danze convulsive del Salento si legano e si sposano con le bellezze naturali, i rituali, la spiritualità e le percussioni del Senegal. Un incontro tra popoli che viene suggellato attraverso le note. Non a caso il disco si apre proprio con il brano “African Dance” featuring Sud Sound System, Rankin Lele, Papa Leu e Striunizzu. I più influenti nomi della scena reggae salentina, in una commistione tra old e new generation, celebrano insieme sullo stesso beat lo scambio multidisciplinare e l’integrazione tra culture che contribuiscono ad impreziosire sempre più il patrimonio immateriale del Salento. Il primo singolo estratto è “Summertime”, il cui videoclip è stato girato a ridosso del Bacino di Torre Chianca, località balneare sita vicino Lecce. L’area dall’alto valore naturalistico costituisce lo scenario ideale per supportare le istanze espresse dai Ghetto Eden nei propri testi quali il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente in cui si vive. La location si è prestata a diventare la cornice di una mega dance hall-acquatica. L’impianto a basso impatto ambientale utilizzato durante le riprese rappresenta l’espressione di principi come quello della sostenibilità. Le scene di “Summertime” raccontano come vivere “senegalentinamente” l’estate e conseguentemente la vita. Quanto ai contenuti del cd, i messaggi da estrapolare sono tanti: da quelli anti-lusso e anti-globalizzazione, alla critica del Sistema corrotto di oggi, delle istituzioni che ci rappresentano, del signoraggio e della politica. Tema dominante quello dell’anti razzismo: lo straniero infatti non deve essere osservato con un atteggiamento xenofobo, ma piuttosto come un valore aggiunto per la comunità. I Ghetto Eden con il loro secondo prodotto discografico rompono le barriere dei pregiudizi e dei luoghi comuni per indurre l’ascoltatore alla riflessione, a comprendere i principi di amore universale e a lasciarsi trasportare dalla felicità che ogni colore, immagine o suono può dare.

Eugenia Conti

CONCERT REVIEW / Ultima tappa Mea Culpa Tour a Napoli: Clementino conquista l'Arena Flegrea

cleme arena flegrea

Il “Mea Culpa Tour 2014″del rapper nolano Clementino si è concluso lo scorso sabato 27 settembre a Napoli con una memorabile serata all’Arena Flegrea. La prestigiosa location è stata la giusta cornice per un tour che, tappa dopo tappa, durante tutta l’estate ha riscontrato un grande seguito. E’ stata la prima volta in cui un rapper ha suonato all’Arena Flegrea, ma la Iena White ha superato egregiamente questa sfida esibendosi sullo stesso palco già calcato da artisti come Bennato, Battiato, George Benson, B.B. King, Keith Jarrett, Ennio Morricone, Gotan Project, Carlos Santana, Mark Knopfler, Tori Amos, Nick Cave, Robert Plant, Massive Attack e molti altri. Come si suol dire Clemente ha “chiuso in bellezza”, ospitando al suo concerto importanti nomi dello scenario hip-hop partenopeo e nazionale: dal sardo Salmo, al romano Noyz Narcos, dal dominicano El Koyote, ai napoletanissimi Sangue Mostro, Paura, Dope One e Uomodisu. Una super formazione per rendere l’evento irripetibile. Ai piatti si sono alternati Dj Snatch, Shablo e, come per tutte le date, il fidato dj Tayone. Lo spettacolo si è arricchito dell’inaspettata presenza di Sal da Vinci. Aprire le danze è toccato ai The Rivati, gruppo composto da Marco Cassese e dal fratello minore di Clementino, Paolo. Reduce dal reality Pechino Express insieme allo stesso Paolo, l’Mc ha regalato alle migliaia di fans entusiasti uno show senza precedenti. Pezzo dopo pezzo, non sono mancati i momenti goliardici e divertenti in perfetto stile Clementino, ma anche quelli di consapevolezza e riflessione. Sul palco dell’Arena infatti è intervenuta Antonella Leardi, la mamma del tifoso napoletano Ciro Esposito, vittima della violenza degli scontri avvenuti a Roma.  “Mio figlio era un grande fan di Clementino. Non vogliamo vendetta, ma giustizia e verità per lui”, grida la donna con la dignità e il coraggio che la contraddistinguono. A quel punto il rapper dedica a Ciro il suo brano più bello: “La Luce”. Nei camerini c’è anche la copia del disco d’oro che Clementino ha ricevuto dall’Universal per il suo ultimo album. Dopo ore di live, si giunge all’epilogo. Clementino chiama sul palco tutti i guests, lo staff, regala ad ognuno di loro un piccolo Pulcinella, vero simbolo di napoletanità e conclude: “Dopo aver girato l’Italia, sentivo il dovere di chiudere questo percorso nella mia città: Napoli”. Lo spettacolo termina con la sua famosissima “O vient”, mentre lo stage si riempie di coriandoli colorati che vengono sparati in aria. Un altro successo che si aggiunge alla carriera dell’artista. Per ascoltarlo di nuovo dal vivo però bisognerà aspettare. Adesso il “capocannoniere del flow” prenderà una pausa dai concerti per dedicarsi “anema e core” all’uscita del suo prossimo disco, che comincerà a registrare dal 7 ottobre. Inoltre, Clementino cercherà di partecipare a Sanremo nella categoria Big, a differenza di suo fratello che tenterà l’ammissione nella categoria giovani. Insomma, quel ragazzo di periferia che girava la penisola in lungo e in largo in scomodi treni regionali per partecipare ad ogni contest e per cercare di emergere nel panorama rap del Paese ha toccato davvero la luce.

Eugenia Conti

RECORD REVIEW / One Love of La Pankina Krew (2014)

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Oggi fuori su Youtube il videoclip di “Ritrovarsi”, primo singolo estratto da “One love”, esordio discografico de La Pankina Krew. La crew formata dai due mc Ivanò (Ivan Gallone) e MastrerProd (Nicola Romano) e dalla voce blues femminile, Donix (Donatella Scarpato), proviene dalla VI municipalità di Napoli, che include Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio. I tre vengono da un contesto in cui il rap trova il proprio humus ideale, dove il disagio sociale è tangibile e questo genere musicale è l’unica voce in grado di diventare megafono delle problematiche dei quartieri. “Ritrovarsi” esprime, infatti, sia nel testo, che nel video, il modo di vivere di quella comunità: è la storia autobiografica di tre giovani che formando un gruppo danno un messaggio di fratellanza e di amore a tutti gli altri ragazzi del posto. Il set del videoclip non poteva che essere il luogo d’origine degli artisti: Ponticelli.

Nelle riprese che inquadrano le palazzine, i graffiti, i writers, i passi di break-dance, le battle di freestyle e in cui si susseguono comuni scene di vita quotidiana viene rappresentato lo style-life della periferia orientale partenopea in tutta la sua spontaneità. Il video, curato e montato da Domenico Iannucci, punta a fare una panoramica sulla cultura hip hop, espressione dell’identità in cui si riconoscono i “guagliuni” di quelle case popolari.

Uno specchio sulla realtà, quindi, senza filtri e artifici. D’altronde per La Pankina Krew questo lavoro non nasce perché oggi l’hip hop è la tendenza del momento, ma perché, come sottolinea l’mc Ivanò nella sua strofa, “il rap è pane quotidiano”.

“Ritrovarsi” anticipa l’album One love, disponibile fisicamente il 20 maggio. Già dal titolo le interpretazioni sono tante. One Love rappresenta l’idea di hip hop universale e di amore unico che professavano i rapper “Stars and Stripes” della Golden Age. Così come sorge spontaneo pensare ad un riferimento al King della reggae music Bob Marley e alla sua filosofia. Ma One Love ha molto altro da offrire.

E’ un progetto a cui gli LPK hanno lavorato per dieci anni e, data la loro giovane età, racchiude all’interno l’essenza della propria giovinezza. Le loro liriche spesso hanno una purezza, una trasparenza che soltanto dei ragazzi incontaminati e di strada potevano far venire fuori. Traccia dopo traccia, si alternano stati d’animo, (dalla gioia al dolore, dalla delusione alle illusioni di felicità), a denunce, si succedono racconti di vita vissuta a messaggi immortali come quelli di rispetto e fratellanza. Non mancano featuring d’eccezione, da Valerio Jovine a Dope One, da Valerio Nazo a Oyoshe, concludendo con la GanjaFarm Cru.

Il sound proposto è un nuovo esperimento che mescola il rap hardcore alle sonorità black, spaziando dal blues al funk. La New School napoletana dell’East Suburb scende in campo per dimostrare che l’hip hop può essere versatile, operando una commistione di generi come accadeva negli anni ’90 e può continuare a diffondersi come fenomeno di massa, ma senza diventare necessariamente commerciale. Dunque? Non vi resta che premere Play ed ascoltare One Love.

Eugenia Conti