NEWROZ OFF CON NTO E SANGUE MOSTRO / A Mezzocannone jam session della scena rap campana sulle note di “Int o Rione”

12593912_1734958523415463_1045210512705122329_o   11696540_1734960213415294_116559322526096453_o

Il Newroz Festival è stato creato lo scorso anno dai ragazzi partenopei del collettivo di Insurgentia. Una rassegna a cavallo tra ottima musica e interessanti dibattiti con tematiche relative all’ambiente, alla resistenza e all’accoglienza dei migranti. L’evento è stato dedicato interamente a Kobane e al popolo curdo che combatte sul territorio per mantenere la propria auto-determinazione. Ormai è praticamente avvenuto il gemellaggio tra i curdi e i napoletani proprio grazie alla rappresentanza di compagni che si è addirittura recata sul posto, a Nord della Siria, per offrire solidarietà ed aiuto ai resistenti. Nella prima edizione 2015 sul palco dell’area Sound Garden della Mostra d’Oltremare (Napoli) si sono susseguiti importanti artisti come Jovine, Mama Marjas, James Senese e niente poco di meno che Sir David Rodigan, il selecta londinese che infuoca le dancehall di tutto il Mondo.

La seconda edizione 2016 si terrà a giugno e la line-up artistica sta per essere definita del tutto.  Al momento i nomi già confermati sono i 99 Posse e i Subsonica che quest’anno si esibiranno nella suggestiva location delle Terme di Agnano. Gli altri cantanti presenti li conosceremo a breve.

L’organizzazione si è però premurata durante l’anno trascorso di fare delle date extra in attesa della tappa estiva ufficiale denominate “Newroz Off”. Lo scorso 19 marzo nello scenario di Mezzocannone Occupato protagonisti della data del “Newroz Off” dedicata all’hip-hop sono stati i Sangue Mostro, veri veterani del genere costituenti la sintesi di formazioni storiche come 99 Posse, 13 Bastardi e Tck Clan, che hanno conquistato il pubblico col loro live concert insieme ad Ntò, ex leader dei Co-Sang e massimo rappresentante di quella che è stata definita la “Golden Age napoletana”. Il generale Ntò ha concluso il suo show cantando “Int o rion”, pezzo considerato una vera pietra miliare del rap campano. Al suono di “Int o Rion” allora tutti i rapper presenti nel back-stage sono saliti sul palco per improvvisare una strofa su quella celebre base creando così una mega jam session. Si sono alternati i big della Old e New School ai ragazzi più emergenti ed underground. Da Ekspo a Speaker Cenzou, da Ale Zin a Oyoshe, da Pepp-oh a Maik Brain, dai giovanissimi rapper dei collettivi di Shotgun Studio ai Moderup. Il risultato, come potrete constatare in video, è stato dei più belli !

Eugenia Conti

 

VIDEO INTERVISTA CON MAMA MARJAS : "Io bianca di pelle, ma nera nell'anima"

mama marjas la gente

Nello studio dell’etichetta indipendente tarantina Love University Records la regina del Reggae nostrano Mama Marjas si racconta ai microfoni di Gege Vibes dopo l’uscita del suo ultimo album Mama (ottobre 2015). Da sempre nota per il suo timbro di voce reggae Marjas ha deciso di sperimentare in questo nuovo progetto una quantità numerosa di sonorità black: dalla soca del Mali al dembow di Santo Domingo destreggiandosi con abilità in tutti gli stili. “Un’evoluzione, non uno snaturarsi” ha risposto la Queen of Bacchanal a chi l’ha accusata di aver perso completamente la sua essenza artistica con questo cd.

Carmen nella vita e nel lavoro, Maria continua ogni giorno a fare musica indipendente sotto la guida del veterano dj e producer Don Ciccio e a combattere contro i pregiudizi, le ingiustizie ed il mercato musicale totalmente corrotto ed in cui ormai tutto si limita alle views.

Soffermandoci sulle singole tunes ci presenta Mama: un omaggio all’Africa che è la sua mamma spirituale e di conseguenza madre di tutti gli esseri umani. Ci ribadisce quanto nonostante sia bianca di pelle la sua anima sia completamente black. Ci descrive quanto voglia cogliere tutte le sfumature ed i vari sound della musica con matrice nera, la quale dal continente africano si è sviluppata in molte altre aree geografiche del Pianeta. Ad esempio l’anello di congiunzione per quanto riguarda la diffusione delle sonorità africane in America è stato il tragico fenomeno della schiavitù.

Benedicendo le donne, categoria di cui si sente fiera di appartenere, ed amando spasmodicamente la sua Terra pugliese che non lascerà “Mai”, come asserisce nella lirica di questo brano presente in Mama, traccia dopo traccia ci conduce in un viaggio sonoro tra le musiche del Mondo.

Intervista : Eugenia Conti

Riprese : Giorgio Nuzzo

Montaggio : Lucia Rosato

 

INTERVIEW WITH MAMA MARJAS / "A lavoro per un nuovo disco mentre a Taranto si combatte ogni giorno"

mama marjas

La terza edizione del Primo Maggio a Taranto è giunta al termine con grandi numeri: circa 200.000 i partecipanti. In città però ci sono artisti che lottano per la propria Terra 365 giorni all’anno, in prima linea e non soltanto durante quest’occasione. Prima tra tutti l’amazzone pugliese, combattente vera e cantante senza filtri: Mama Marjas.

Originaria di Santeramo in Colle, ma residente a Taranto da diversi anni, Maria rappresenta chi nonostante il grande successo e il riconoscimento a livello nazionale da parte dei maggiori artisti del panorama musicale resta tra la sua gente e per la sua gente.

Possiamo vederla esibirsi a Miami in importanti locali, ma allo stesso tempo trovarla alle Officine Tarantine a chiacchierare e a bere la birra con i suoi fans. Insomma Mama Marjas che viene dal basso non dimentica chi c’è laggiù… E sebbene viva problematiche quotidiane legate all’ambiente non è meno determinata nel voler sconfiggere le ciminiere attraverso le note.

Anche quest’anno in moltissimi, compresa me, l’avremmo voluta e l’abbiamo reclamata sul palco dell’evento tenutosi al Parco delle Mura Archeologiche. Perché chi meglio di lei che la vive ogni giorno può parlarci di Taranto? Del resto la Queen del reggae meridionale lancia messaggi contro l’Ilva già da anni. “Ilva is a killer, music is a star” recita il testo di una sua canzone.

La musica può distruggere le fabbriche e le petroliere. E così la super Mama, al secolo Maria Germinario, fin da piccola innamorata dei ritmi africani e delle sonorità caraibiche ha portato con i suoi brani tanto colore e “Negritude” nel grigio dei vapori e dei fumi della sua città. Orgogliosa di essere una “femmena” del Sud ha sempre preteso rispetto e riconoscimento per il suo sesso.“We ladies”, album realizzato con la sua collega salentina Miss Mykela, è l’esempio lampante che rimarca questo concetto. Le donne sono una benedizione. Dalla personalità grintosa e forte tipica della meridionale doc e dalla voce unica nel suo genere Mama Marjas è stata notata anche dai suoi idoli di sempre: i 99 Posse, i quali talmente colpiti del suo talento hanno deciso la scorsa estate di farsi accompagnare durante il tour da Maria come voce femminile del gruppo.

Al momento l’esplosiva “Regina” è in preparazione del suo nuovo disco di cui uscirà il video del primo singolo estratto di stampo dembow “Poco poco” il prossimo 7 maggio. Anche per questo progetto la sua etichetta sarà sempre quella indipendente tarantina “Love University Records”, fondata assieme a Don Ciccio.

Maria, innanzitutto cosa comporta essere una cantante donna e per di più del Sud oggi: ci vogliono gli attributi?

Significa avere molta determinazione, forza, coraggio e amore per se stesse perché cercheranno sempre di distruggere le tue ambizioni.
Da donne è più difficile affermarsi in ogni campo. Devi dimostrare il triplo per ricevere la metà di quello che riceverà un uomo, anche solo in termini di “visibilità” e riconoscenza.
Partire dal Sud è un’ulteriore difficoltà perché viviamo in una realtà dove è dura condurre la propria vita dignitosamente e onestamente, figuriamoci condurre i propri sogni: è quasi impossibile. Ma dico quasi proprio perché niente è impossibile specie se hai gli attributi che abbiamo citato.

Il sodalizio artistico con i 99 Posse è un altro sogno che si realizza per te?

Sì, è un sogno che si realizza davvero! Diventare la loro “sorellina” per me è stata la conferma del fatto che nella vita la coerenza paga sempre prima o poi!
Sono cresciuta con i loro messaggi. ‘O Zulù e gli altri mi hanno formata come persona tramite i versi della loro musica e adesso faccio parte della famiglia. Per me non può che essere un infinito onore e una prova immensa della “verità” della musica indipendente, della musica fatta per dire qualcosa agli altri, fatta col cuore. E’ stato bellissimo essere con loro sul palco per il “Curre Curre Guaglio’ 2.0 Tour” l’estate scorsa ed un’emozione ancora più grande è stata cantare la nuova versione di “Curre curre guaglio’” che vede la partecipazione mia e di Alborosie. Un “premio” che non dimenticherò mai! Voglio troppo bene ai 99 Posse e li auguro lunga vita!

La coerenza paga. Tu hai dimostrato di averne in grande quantità per più di dieci anni. Quali sono i tuoi messaggi e ideali e perché non potresti mai tradirli?

Il mio ideale di sempre è il rispetto. Se ci pensiamo conseguentemente a questo valore vengono tutti gli altri come l’uguaglianza, l’amore, la fratellanza, l’educazione, la libertà, etc….
Non potrei mai tradire certi messaggi perché fanno parte di me, rappresentano ciò che sono e provo ogni giorno sul palco e al di fuori di esso… Venire meno ai miei principi significherebbe perdere la coerenza e perdere matematicamente anche me stessa.

Quindi quale è la missione della musica di Mama Marjas?

La missione della mia musica è da un lato aggregare le persone facendole sentire “fratelli e sorelle” in ogni parte del pianeta, dall’altro unire le musiche di tutto il mondo. Sempre partendo dal presupposto che il mondo, anche dal punto di vista musicale, abbia avuto inizio dalla Nostra Madre Terra ovvero l’Africa. La musica è il mezzo più bello e armonico per conseguire tali obiettivi. Voglio che un mio concerto lo si viva divertendosi e allo stesso tempo come una “terapia” lunga un paio d’ore in cui bisogna “curarsi” e lasciarsi andare assieme a tutti i fratelli e le sorelle.

Nostante il successo sei rimasta nella tua Puglia in una città forte e difficile come Taranto. Come mai?

Grazie per dirmi che ho successo! E che spesso in una scena così maschilista quasi non me ne accorgo!
Scelgo di rimanere in Puglia perché ho provato a stare fuori per un po’ di anni, ma mi sono resa conto che professionalmente non davo nessuna particolare svolta, lavoravo e facevo concerti come se fossi giù. Magari ero più agevolata logisticamente, ma danneggiata dal punto di vista della qualità della vita.
La Puglia, l’odore e i colori del Mio Sud mi mancavano tantissimo, a tal punto che non riuscivo a vivermela bene… In sostanza “chi me la faceva fare di spendere solo un sacco di soldi tra affitti e spesa per essere più infelice di come stavo giù?”… Ho pensato a quanto si viva con poco nel nostro Meridione e sono ritornata.
Non credo che il posto dove stai faccia il tuo successo o almeno vale per chi non può contare sulla bravura.
Se sei bravo e vali puoi fare la musica e affermarti da qualsiasi parte nel Mondo e in Italia, ma la priorità è la qualità della vita.
E’ chiaro che Taranto per qualità della vita non è proprio il massimo dato che il complesso industriale immenso di questa città ci avvelena e soffoca ogni giorno, ma poi basta andare a fare la spesa a un mercato o fare un salto al mare per capire quanto tutto questo non abbia prezzo. Il Sud è Nostro e dovremmo prenderci la responsabilità di viverci per continuare a lottare. Svuotando le città a causa dei loro problemi non facciamo che arrenderci e non è bello scappare davanti alle responsabilità. Io ho sentito le mie di responsabilità come donna e come artista e visto che vivo di questi messaggi sono rimasta “assùd”.

Raccontaci più nello specifico. Come affronti la quotidianità a Taranto? Come gli artisti possono contribuire a risolvere i problemi della città? In un tuo testo dicevi “Ilva is a killer, music is a star”.

Affronto la quotidianità con coraggio, a testa alta, camminando a fianco di tanti giovani che ormai di una Taranto “così” non ne possono più e hanno capito che l’unico modo per risollevarsi è darsi da fare.
Ormai le Officine Tarantine, l’Archeotower, i ragazzi di Ammazza che Piazza, il Comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti sono ormai le realtà di Taranto e camminando con loro, seguendo le iniziative da esse organizzate sicuramente possiamo già fare tanto. Gente come me, Fido Guido, Zakalicious e moltissimi altri colleghi diamo il nostro contributo ogniqualvolta ce ne sia bisogno… Di certo con le nostri canzoni possiamo fare molto per aprire le menti, aumentare la consapevolezza nei ragazzi di Taranto e in tutta quella gente che a Taranto è stufa di non poter respirare senza la paura di morire.
Assolutamente “Ilva is a killer, music is a star” perché la musica serve ad entrare nelle persone tramite il ballo e l’aggregazione. Anche quest’anno la terza edizione del 1° Maggio, i due concerti annuali di “Ammazza che piazza”, le numerose attività alle Officine Tarantine e all’Archeotower serviranno a mettere la musica in primo piano per ricordarci quali sono le nostre priorità e i nostri diritti divertendoci sempre tutti insieme come fratelli e sorelle.

La tua terra, l’Africa e la Jamaica sono le tue influenze e fonti d’ispirazione maggiori. Quanto sei legata alla tua identità?

L’identità è importantissima se vuoi essere originale perché nessuno nel mondo è te ed è come te! Marjas era la bimba che già da piccina con le treccine suonava le percussioni e ballava fino allo svenimento con sorella e cugine su ogni musica “ballabile”. E’ normale che sia cresciuta così! Sono un’appassionata della musica del mondo e della musica col groove… Il ritmo è la base per me, se non sento il ritmo non riesco a muovermi e quindi a cantare. Addirittura quando scrivo un testo ballo e mi muovo sulla musica per trovare la metrica! Ahahah
Sembra una cosa da pazzi, ma è così…. Gli artisti sono pazzi quando ci mettono il cuore!
E a me quando certi sound arrivano dritti all’anima e la fanno vibrare, vengano essi dalla tradizione popolare, dalla classica, dal Sud Italia, dalla Jamaica o dal Mali significa che si tratta della mia musica o meglio dell’Identità della mia musica.

A proposito della tua musica sei a lavoro di un nuovo disco. Cosa puoi anticiparci?

Si, è un lavoro lunghissimo. Solitamente paragono i dischi ai figli. La gestazione del mio quarto disco mi sembra molto più lunga di quella degli altri. Quindi prevedo “un figlio bello cicciottello”! Ahahah
E’ la prima volta che mi occupo in prima persona della completa formulazione dei brani cioè dalla musica ai testi. Chiaramente credendo nel lavoro di squadra ci sono numerosi musicisti e amici di cui ho moltissima stima che ho coinvolto nell’arrangiamento o anche nella scrittura dei brani.
Il filo conduttore di questo disco è MAMA, intesa come Mama Africa, sottolineando quanto questa abbia contaminato la musica del mondo. La “Mama” Marjas del 2015 invece dopo 11 anni di musica, crescita e sperimentazione è arrivata davvero vicino alla follia. Parlo di me in terza persona perché quasi non riesco a credere di aver concepito un disco così! L’uscita è prevista per il prossimo autunno ma ci sarà già un singolo spumeggiantemente dominicano in giro sul web dal 7 maggio, girato a Taranto sotto la regia della Calibro 9 con la presenza di Alevanille, la più importante Dancehall Queen italiana. Le tematiche del disco saranno come sempre variegate perché ogni musica e beat mi ispirano un tema diverso… Certe cose non le decido mai a tavolino. Questo album sarà un omaggio alla Negritude…Alleluuuuuuuia!

L’etichetta sarà sempre quella indipendente Love University Records. Come mai non hai mai cambiato il team di Don Ciccio e Co. con qualche major nazionale?

La Love University è l’etichetta fondata da Don Ciccio e in cui sono subentrata nel 2009 all’uscita di “B-Lady”, mio primo disco.
Mi piace produrre la musica anche per realizzare i dischi degli artisti che stimo e rispetto. Abbiamo questa label con Don Ciccio in quanto ci piace essere indipendenti e da indipendenti raggiungere alti risultati esclusivamente per merito della qualità della nostra musica. Al momento ci sono un sacco di artisti in Love University: chi in uscita col disco (Francisca, Duppy Rockers e Sud Foundation Kriù) e chi in preparazione (Extrabit, Nikaleo, Miss Mykela, Tahnee e Zire).
Non disdegnerei l’esperienza con una major nazionale, ai tempi di oggi è dura come facilissimo entrare nel mainstream. Da indipendente è molto difficile visto l’identità che caratterizza la propria musica, da partecipante ad un Talent-show è semplicissimo entrare in una grande etichetta, ma significa rinunciare ad avere un’identità del tutto incondizionata. Dato ciò che abbiamo detto finora avrai capito o meglio già sai Eugenia che la seconda strada non mi potrebbe mai appartenere. Quindi dovrei riuscire nella prima strada ovvero avvicinarmi al main-stream mantenendo sempre integra la mia identità musicale… Ma ora non mi interessa. In questa fase della mia carriera continuerò ad essere indipendente, a produrre il mio disco con Love University e a dare i messaggi di sempre.

Eugenia Conti

MIRACOLO DI CLEMENTINO / Esce Luna, ispirata al Kalimba di Tony Esposito : generazioni unite dal rap

luna cleme

Mancano solo 18 giorni per gridare al “Miracolo”. Si chiamerà così il nuovo doppio cd di Clementino in uscita il 28 aprile nei migliori negozi di dischi e store digitali. Disponibile in versione standard di 14 tracce e in quella deluxe di addirittura 28, “Miracolo” fa venire subito in mente la celebre gag di Massimo Troisi e Lello Arena tratto dal film cult “Ricomincio da tre”. “Esiste ‘o miracolo miracolo e ‘o miracolo sulamente”, affermava in quella scena l’indimenticabile attore di San Giorgio a Cremano simbolo della nostra identità.

Tra pochissimo potremo renderci conto di che tipo di prodigio caratterizzi il prossimo album del rapper nolano e di quanto possa considerarsi degno del suo titolo. Oggi invece si potrà ascoltare in tutte le radio il singolo “Luna”, terzo estratto da “Miracolo” e di cui possiamo vedere il trailer in attesa che esca il videoclip girato ad Ibiza la settimana prossima. Prodotto dal suo veterano dj Tayone, il singolo è un campionamento della famosissima canzone degli anni ’80 “Kalimba di Luna” del cantautore partenopeo Toni Esposito. Successo molto noto anche per aver vinto il “Disco per l’estate” del 1984.

Ma veniamo alla tracklist e ai featuring:

          MIRACOLO CD 1

  1. Lo strano caso di Iena White
  2. Strade superstar
  3. Cos cos cos
  4. Da che parte stai? feat. Pino Daniele
  5. Voceanima
  6. Fumo
  7. El senor
  8. Luna
  9. Oracolo del sud feat. Mama Marjas & Boomdabash
  10. Notte
  11. Sotto le stelle
  12. Inchiostro
  13. Solo un giorno nel quartiere feat. TheRivati
  14. Selvaggi feat. James Senese

          MIRACOLO CD 2 JAM!

  1. Boom feat. Guè Pequeno & Fabri Fibra
  2. Dal centro all’hinterland feat. Marracash & Noyz Narcos
  3. Top Player feat. Salmo
  4. Ghiacciai feat. Ntò
  5. Woodstock feat. Rocco Hunt
  6. Electro cage feat. Gemitaiz & MadMan
  7. Spari di parole feat. Ensi & Francesco Paura
  8. Spiriti & show feat. Coez & Luchè
  9. Obbe feat. Sangue Mostro
  10. È tritolo feat. Mouri
  11. Giordano Bruno feat. Rame
  12. L’oro di Napoli feat. Op Rot of Ganjafarm
  13. Profumo di strada feat. Tonico ’70, Patto MC & Morfuco
  14. Messaggeri del Vesuvio II

Come avevamo preannunciato il disco 1 dalla copertina rossa è già contraddistinto dall’unicità perché vanta la collaborazione con il grande Pino Daniele nel brano “Da che parte stai?”, realizzata pochi giorni prima che quest’ultimo venisse a mancare e che affronta la tematica della guerra e dei conflitti armati. Clemente ha quindi l’onore e il dovere di donare al pubblico l’ultima composizione del nostro Blues Man, di cui soprattutto i fans napoletani non sono ancora in grado di accettarne la morte. Altro importante sodalizio artistico è quello col maestro “James Senese”. Non è un caso che l’Mc abbia dato molta rilevanza a Napoli Centrale e alla musica creata da quel gruppo che in un certo qual modo è stato predecessore del movimento Hip hop partenopeo. Senza le sonorità funk e blues dell’epoca oggi non ci sarebbero state neanche le basi perché il rap divenisse un fenomeno così diffuso. Per migliorare nel futuro c’è bisogno di apprendere dal passato e di conoscere la propria storia e la missione del nuovo progetto discografico della Iena è proprio quella di aumentare la consapevolezza musicale anche tra i suoi supporters più giovani. Infine nella standard version troviamo spazio per guests dalla Puglia come la tarantina Mama Marjas e i salentini BoomdaBash nonché per la band emergente dei “The Rivati”, sempre più popolare nelle zone di Napoli e provincia. “Miracolo 2″ dalla copertina blu invece è una jam con parecchi dei rappers più famosi del panorama attuale. Clementino ha privilegiato quasi tutti colleghi della sua Terra: da Rocco Hunt ai Sangue Mostro, dai salernitani Patto Mc e Tonico 70 al suo compaesano Rametto. Tanto che ha sentito il bisogno di concludere il disco con “Messaggeri del Vesuvio II”, seconda parte di una bonus-track presente nel suo precedente lavoro “Mea Culpa” e su cui si intrecceranno nuovamente sul beat i maggiori esponenti campani del genere. Sul web sono già disponibili due videoclip: “Lo strano caso di Iena White”, di stampo autobiografico e girato interamente nel cuore del centro storico napoletano a Via dei Tribunali e “Strade superstar”, brano che mette a paragone due culle dell’hip hop nazionale e internazionale come Napoli e New York City e le cui riprese sono state effettuate direttamente nella Grande Mela.

Eugenia Conti

POST PRIMO MAGGIO / Le nostre riflessioni dopo il concertone di Taranto

Qualche riflessione dopo il primo maggio a Taranto e dopo il concerto”Si ai diritti, no ai ricatti”.

Anzitutto è stato uno spettacolo senza precedenti. Più di 180000 persone presenti e nulla da invidiare al tradizionale concerto annuale di Piazza San Giovanni a Roma.

Non a caso molti artisti dalla capitale cominciano a inviare sms ai propri colleghi dal contenuto: “Qui è una noia, dovremmo essere a Taranto anche noi”.

In secondo luogo cosa dire della Cisl che invece di preoccuparsi delle problematiche derivanti dall’Ilva, come doveroso da parte di un sindacato, si è preoccupato di definire l’evento “saga di paese” rispetto a Roma?

Il concerto di Taranto aveva una ratio ed un senso ben precisi: gente del Sud unita per lottare per i propri diritti, per far rinascere la propria città, per urlare dalle 15,00 alle 02,00 di notte “Taranto libera”, insieme ai cantanti.

Alle 14,30 si è capito subito, con Caparezza, che si trattava di un momento importante. Poi l’attore Michele Riondino, direttore artistico insieme a Roi Paci. E quando mai a Roma si è vista un’apertura così? ”Signor presidente del consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti vi continueremo a maledire ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate. Ci sarà il giorno in cui le voci che avete soffocato riusciranno a farsi sentire. Siamo vicini a quella data”.

Dopo una serie di gruppi emergenti, si alternano negli show i Big: Fiorella Mannoia, Tre allegri ragazzi morti, Vinicio Capossela, Mama Marjas, Fido Guido, Sud Sound System, 99 Posse, Afterhours e tantissimi altri.

“Il lavoro è un nostro diritto, ma lo è anche e soprattutto la salute”, dice Fiorella Mannoia.
“Ilva is a killer. Se ci uniamo concretamente tutti e 100000 quanti ne siamo otterremo i cambiamenti. Perché gli abitanti di Taranto non devono morire. Devono credere ancora nella vit.”, grida sul palcoscenico la grintosa e tarantinissima Mama Marjas.
È poi il turno dei Sud Sound System: “Questa è casa mia, terra mia, Tarantu, no, nuh se tocca”. I tre salentini hanno esortato il pubblico a riprendersi la propria terra dalle mani degli impostori.

Standing ovation per i 99 Posse, i quali operano un parallelo tra Taranto e Napoli. Una rappresentanza molto forte, la loro, che hanno accusato potere precostituito e polizia.

Tra un’esibizione e l’altra intervengono diverse realtà e movimenti ecologici nazionali: “No al Carbone Brindisi”, “Coordinamento Acqua Pubblica Abruzzo”, “No Triv Basilicata”, “Via il Carbone La Spezia”, “Terra dei Veleni-Crotone ci mette la faccia”. Ognuno racconta le proprie storie, le proprie problematiche, le proprie battaglie e la folla ringrazia con il proprio calore.

Mentre la “fabbrica della morte” fuma in lontananza con i propri veleni e vapori, a poca distanza c’è una distesa infinita di gente proprio all’interno di un luogo emblematico: il Parco Archeologico delle mura greche. Proprio in quello scenario ricco di storia, i tarantini rivendicano la propria identità, la propria appartenenza e desiderano il ritorno agli antichi splendori, come quando Taranto era una delle colonie più belle e importanti della Magna Grecia. Basta abusi, vogliamo tornare a respirare e a vivere il futuro con speranza. Provincialismo o semplice senso di giustizia?

Eugenia Conti

CONCERTO PRIMO MAGGIO TARANTO 2014 / Ecco il programma della giornata

1mag taranto2014

Oltre al classico evento del Primo Maggio di Roma c’è un altro concerto sempre nella stessa data: quello del Primo Maggio a Taranto.

E’ stata scelta come location per svolgere l’evento l’antica colonia della Magna Grecia, oggi – a causa dell’Ilva – avvolta nel grigio, nei fumi, nei vapori, scenario perfetto di un genocidio in corso.

In un giorno tanto simbolico come quello della “Festa del Lavoro”, lo scopo della manifestazione, ci spiega uno degli organizzatori, Giuseppe Internò, del “Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto” è ben preciso: lanciare un segnale forte contro chi sta togliendo la vita ai tarantini e sta uccidendo l’ambiente nel falso nome del lavoro. Nasce così l’idea di dar vita a questa iniziativa.

Seguendo oggi la conferenza stampa in diretta da Roma, sono stati anzitutto presentati i temi fondamentali: salute, lavoro, cultura e ambiente, come si può leggere anche qui nel documento politico della manifestazione.

Il concerto in questione quindi sarà il primo gesto simbolico per poter concretamente ed attivamente parlare del futuro della città e della sua riqualificazione, ottenibile attraverso l’immediata bonifica della zona. Sarà anche la giusta vetrina per far conoscere alla massa la campagna R.S.T. (Rischio Sanitario Taranto).

Taranto, infatti, è purtroppo una città ad alto rischio sanitario e i suoi cittadini pretendono un’esenzione ticket speciale per tutti i malati con patologie derivanti dall’inquinamento.

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti si sta già muovendo in questa direzione con una raccolta firma on-line, dove è importante il contributo di ognuno di noi (potete firmare subito aprendo questo allegato http://liberiepensanti.altervista.org/index.php/campagna-r-s-t.html ). Ma quale è il programma di questo evento tanto atteso? Alle 09,00 del mattino avranno inizio dei convegni, in cui si alterneranno a parlare personaggi del mondo politico e sindacale pugliese e in cui sarà possibile il dibattito diretto col pubblico. Alle 15,00 è prevista l’apertura del concerto con un grande artista locale, ma di fama nazionale: Caparezza, che presenterà il suo nuovo disco “Museica”, uscito ieri. A seguire una dozzina di artisti emergenti, per dar spazio non solo ai più famosi, ma anche alla florida scena giovanile pugliese. Finite le loro esibizioni, torneranno in scena i Big. Fino a mezzanotte sul palco accanto a Michele Riondino, patron dell’iniziativa e musicista, saliranno anche Raf, gli Afterhours, Paola Turci, Francesco Baccini, Luca Barbarossa, Roy Paci, Fiorella Mannoia. E ancora Diodato, Fido Guido accompagnato dalla Rockin’ Roots Band, Idem e Gmac Citylock, Mama Marjas assieme a Don CiccioTre allegri Ragazzi Morti, 99 Posse e Vinicio Capossela. Oltre agli immancabili maestri del reggae salentino: i Sud Sound System“Per noi il Primo Maggio di Taranto è come la nostra canzone “Casa Mia”. E’ un momento di riappropriazione dei diritti, delle tradizioni, delle aspirazioni e  della voglia di cambiare la nostra Terra per i nostri figli”, dichiara il salentinissimo Nandu Popu, che ha dimostrato con l’arte e con i fatti l’immenso amore che nutre per la sua terra, insieme agli inseparabili Don Rico e Terron Fabio.

Un’occasione, dunque, per far arrivare nel cuore della gente determinati messaggi, denunce sociali ed ecologiche, attraverso il canale più bello che possa esistere: la musica.

Eugenia Conti