Damian Marley vince MOBO Awards 2017 primeggiando sui nominati Aidonia, Chronixx, Popcaan e Alkaline

Il MOBO Awards 2017 incorona Damian Marley come migliore Reggae Act. I fans e gli estimatori di Jr Gong un po’ se lo aspettavano già, visto che la Reggae star ha lanciato nel luglio del 2017 sul mercato mondiale il suo ultimo attesissimo album ‘Stony Hill’, frutto di dodici anni di dirigente lavoro in studio. Damian ha primeggiato quest’anno su altri nominati di rilievo nella sua categoria come Aidonia, Alkaline, Chronixx e Popcaan.
Insomma con questa sesta nomination Junior Gong ottiene la vittoria per la seconda volta dopo quella del 2005.

La ventiduesima edizione si è svolta mercoledì 29 novembre presso la First Direct Arena di Leeds.
MOBO Awards sarebbe l’acronimo di “Music of Black Origin” ed è stato fondato nel 1996. Ripercorriamo ora la storia da oggi fino al 2003 per renderci conto degli artisti che nel corso degli anni sono riusciti a conquistare un simile riconoscimento ovvero il PREMIO MOBO per MIGLIORE REGGAE ACT

Vincitore 2016: Popcaan
Nominati : Alcaline, Kranium, Protoje, Spice

Vincitore 2015: Popcaan
Nominati : Protoje, OMI, Chronixx, Stylo G

Vincitore 2014: Stylo G
Nominati : Alkaline, Chronixx, Popcaan, Tarrus Riley

Vincitore 2013: Sean Paul
Nominati : Mavado, Popcaan, Stylo G, Tarrus Riley

Vincitore 2012: Sean Paul
Nominati : Popcaan, Konshens, Damian Marley, Mr. Vegas

Vincitore 2011: Alborosie
Nominati : Mavado, Damian Marley e Nas, Jah Cure, Khago

Vincitore 2010: Gyptian
Nominati : Damian Marley, Mavado, Vybz Kartel, Gappy Ranks

Vincitore 2009: Sean Paul
Nominati : Mavado, Serani, Tarrus Riley, Vybz Kartel

Vincitore 2008: Mavado
Nominati : Beenie Man, Busy Signal, Etana, Tarrus Riley

Vincitore 2007: Sean Kingston
Nominati : Collie Buddz, Shaggy, Stephen Marley, Tony Matterhorn

Vincitore 2006: Sean Paul
Nominati : Burning Spear, Damian Marley, Sean Paul, Shaggy, Anthony Hamilton

Vincitore 2005: Damian Marley
Nominati : I-Wayne, Richie Spice, Sean Paul, Daddy Yankee

Vincitore 2004: Sean Paul
Nominati : Vybz Kartel, Elephant Man, Toots & The Maytals

Vincitore 2003: Wayne Wonder
Nominati : Sean Paul, Elephant Man, Beenie Man, Bounty Killer

Eugenia Conti 

(Fonti : Reggaeville – Mobo.com)

 

Video Interview with Sean ‘Young Pow’ Diedrick : “I’m proud to be a Jamaican, Brown’s Town, Saint Ann… Yeah”

Gege Vibes Magazine met Sean Diedrick after Damian Marley’s show in Gallipoli, Italy (2017). Sean is worldwide known as the historical Jr Gong’s keyboarder but he also really popular as ‘Di Producer’.

He introduces us the world of Young Pow Production explaining his last works in studio with Mavado and Damian Marley for “Stony Hill” Album. Pow told us his impressions about the third tour in Africa of this summer “Stony Hill to Addis”. We talk also about his unreleased projects in co-production with Baby G as the one in collaboration with Sean Paul, out very soon. Young Pow Production supports a lot of new and middle generation’s jamaican artists as BUGLE, T.I.F.A., Swele, Xklusive and more. The mission of Young Pow’s label is to give an huge promotion to the young and worthy talents of the Island, especially from his area Saint Ann. “I’m proud to be a Jamaican. Orange Hill, Brown’s Town, Saint Ann… Yeah”, he said to our microphones. CHECK IT !

Interview : Eugenia Conti Editing : Shaban Sante Shira Jr II Shooting : Francesco Sciolti Venue : Postepay PARCO GONDAR

Un tour mondiale per Richie Stephens & Ska Nation Band grazie al supporto di Puglia Sound / Regione Puglia

La band italo/jamaicana Richie Stephens and The Ska Nation sta per dare il via al Kingston Salento International Tour, un tour internazionale in formazione al gran completo per esibirsi il prossimo 22 luglio sul palco del Reggae Sumfest, il festival di musica reggae più importante al mondo che si svolge da 25 anni a Montego Bay in Jamaica, altre tappe sull’isola di Bob Marley e uno show al REGGAEJAM, tra i più grandi festival del genere in Europa, in programma il 29 luglio in Germania. Capitanati della lead voice del progetto Richie Stephensche, dopo aver ricevuto nel 2017 ben due ASCAP Award per il brano Work di Rihanna di cui è il compositore, ritorna dopo 15 anni al Reggae Sumfest con la sua Ska Nation Band. Joe Bagdanovich, uomo d’affari jamaicano e patron del festival dell’isola, si è mostrato entusiasta del progetto e della reinterpretazione del classico napoletano ‘O Sole Mio proposto da Richie Stephens & the Ska Nation Band, decidendo di scritturare la formazione italo/jamaicana al completo per il suo 25esimo SUMFEST. 

Questo grande traguardo per la band italiana, in parte sostenuto da Puglia Sound e Wayout Eventi che hanno creduto nelle potenzialità del progetto culturale internazionale che unisce la Puglia e la Jamaica in un gemellaggio, si è concretizzando anche grazie all’impegno Rankin Lele e Papa Leu e del team Adriatic Sound. I due musicisti salentini, produttori della Ska Nation Band affiancati da Richie Stephens, rinomato cantante e produttore che con la sua Label Pot of Gold ha supervisionato il gruppo, hanno così inteso investire nella cultura nella convinzione che la musica sia uno dei migliori mezzi di promozione del territorio e dei suoi talenti artistici. Puglia Sound, ha per questo sposato e sostenuto a pieno la mission della Ska Nation Band.

La nuova hit “Bad Boys in town” di Richie Stephens & the Ska Nation Band ft. Bounty Killer, uno dei brani più suonati di Kingston ed è diventata virale anche grazie alla coreografia di noti dancers jamaicani che arricchiscono il videoclip ufficiale con una routine(coreografia) riportata ormai in moltissimi party, lezioni di danza e dancehall. L’ensemble SKA NATION BAND è formato da: Richie Stephens Lead Singer, Rankin Lele Singer, Papa Leu Singer & Guitar, Luca Manno Sax, Gianluca Ria Trombone, Gaetano Carrozzo Trombone, Giancarlo Dell’Anna Trumpet, Andrea Perrone Trumpet, “Maestro” Garofalo Keyboards, Antonio “Fossa” Miglietta Drum, Leo Klaus Bass, Morello Selecta DJ, Paola Pierri, Tammi TBacking Vocals. Tra i diversi ospiti di Richie Stephens & the Ska Nation Band sull’ambitissimo palco di Catherine Hall a Montego Bay, ci saranno anche i pionieri del reggae italiano Sud Sound System. Per Papa Leu e Rankin Lele, fondatori del progetto insieme alla reggae star jamaicana Richie Stephens,l’invito a partecipare al main stage del SumFest è un vero e proprio sogno che si realizza e, soprattutto, sono fieri di rappresentare l’Italia e alla Puglia in un evento di tale portata. Anche Sean Paul farà parte della ricca line up della 25esima edizione del Reggae Sumfest, insieme ad altri nomi del calibro di Bounty Killer, Beenie Man, Sizzla, Alkaline, Spice, Queen Ifrica, Tory Lanez, Mavado, Christopher Martin, Mad Cobra e tanti altri.

Comunicato stampa : Eugenia Conti 

Photo credit : Federico Giannace

PROCESSO KARTEL / Possibilità di appello e di scarcerazione nel 2016 per il Gaza Emperor

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Il processo Kartel sembra avere nuovi freschi risvolti. Ma facciamo un breve riassunto per chi è all’oscuro della questione dal principio. Vybz Kartel è uno dei cantanti dancehall più amati della Jamaica tanto da essere rinominato dagli stessi fans “Boss World” o “Dancehall Hero” ed è famoso per aver diffuso con le sue note questa cultura in tutto il Mondo. Lo scorso 14 marzo 2014 dopo 65 giorni di processo Vybz Kartel, al secolo Adidja Palmer, viene arrestato per l’omicidio di Clive “Lizard” Williams con l’aggravante di conseguente occultamento di cadavere. In realtà le prove raccolte dopo l’istruttoria dalle autorità competenti sono esclusivamente sms scambiati tra lo stesso cantante e il suo braccio destro. Nei messaggi quest’ultimo invitava Vybz a recuperare ciò che li era stato sottratto o entrambi non avrebbero più chiuso occhio. Il defunto Lizard infatti si riteneva il responsabile della sparizione di alcune armi ubicate presso l’abitazione del Kartel, stesso luogo in cui da quanto risulta agli atti si sarebbe poi consumato l’assassinio. Lizard aveva invece scritto alla propria ragazza dicendo di essere nei guai e che il Teacha (ovvero Kartel) lo aspettava a casa facendo così intendere che per lui sarebbe stata la fine. Quello che ci chiediamo è se davvero ci sia stato un delitto per rivendicare la proprietà di due pistole? Possibile ma ancora non pienamente accertabile. Del cadavere neanche l’ombra, non è mai stato rinvenuto. Ritrovato invece soltanto un video durante le indagini in cui si intravedevano delle braccia e delle mani tatuate che maneggiavano coltelli e machete mentre delle voci sfocate in sottofondo ragionavano su come disfarsi di una potenziale salma. I legali del singer hanno però prontamente smontato quest’ultimo indizio dimostrando che si trattava di una manipolazione della polizia alla luce della perizia dell’esperto forense che a sua volta riteneva che il materiale audiovisivo fosse un falso. Nonostante ciò Vybz e i suoi tre complici individuati dalle forze dell’Ordine venivano condannati e trasportati in cella. L’intervento di più polizia veniva richiesto al fine di bloccare i numerosissimi fans disperati che immediatamente erano accorsi in caserma dopo la notizia per stare vicino al loro beniamino in manette. Per non lasciare i supporters nello sgomento Vybz ha pensato bene di continuare a produrre le sue dancehall tunes anche dal carcere uscendo addirittura nel 2015 con un nuovo album di inediti e non dal titolo “Viking”.

Veniamo alla sentenza. La sentenza di primo grado emessa lo condanna all’ergastolo da scontare con 35 anni di prigionia e di lavori forzati. Provvedimento così duro anche sulla base della valutazione dei suoi precedenti penali. Infatti già nel 2011 Vybz era stato imputato in un altro processo per l’omicidio del business-man jamaicano Barrington Burton per poi uscirne vittorioso dietro pagamento di cauzione. In teoria ad oggi interi lunghi anni di detenzione attendono Kartel prima che possa solamente tentare di ricorrere in appello dato i centinaia di casi arretrati che ci sono. Che il Kartel sia stato sempre dal carattere focoso non ci piove. Rimane storica la sua clash contro Mavado in cui dopo la competizione si arrivò allo scontro fisico vero e proprio e regalando però al pubblico appassionato una delle più belle battle artistiche di tutti i tempi. Ma a prescindere da ciò il caso rimane avvolto nel mistero più nero. Colpevole o innocente? Certo è che contro le qualità artistiche del Kartel nulla si può dire: siamo davanti a uno scrittore fenomenale e che ha un senso del ritmo come pochi. Sebbene la critica nazionale ed internazionale abbia potuto ritenere le canzoni dai testi troppo osceni o senza un giusto messaggio Vybz rappresenta con la sua musica la voce del ghetto per antonomasia. Lui dal fango ci viene davvero e di cosa dovrebbe parlare se non di sesso, ingiustizie e soldi? Questi ultimi quasi un’ossessione per lui nei suoi brani perché le fasce ricche fin da piccolo lo avevano emarginato insieme ai suoi simili. La contestazione sociale si presenta forte verso dopo verso. Un po’ come era accaduto anni prima per quei rapper americani che avevano creato il filone “gangsta-rap” in cui si parlava del disagio dei ghettizzati in chiave criminale perché la realtà triste e grigia era l’unica che vivevano day by day e che potevano raccontare. Ma per il “Gaza Emperor”, altro appellativo datogli dai followers, ci potrebbero essere molto prossimamente delle novità. La difesa infatti si sta muovendo affinché il processo possa essere riaperto e si possa procedere col secondo grado del giudizio. Il team di avvocati è infatti pronto a sollevare delle eccezioni in appello che potrebbero rimettere in libertà definitivamente il proprio cliente. Uno dei giurati ovvero Mr.Caine dovrebbe essere accusato di corruzione per aver fatto si che gli altri giurati gli restituissero e non esibissero il verdetto di non colpevolezza nei confronti di Kartel. Caine ha negato il tutto aggiungendo addirittura che il resto della giuria dopo aver pronunciato il verdetto di colpevolezza voleva addirittura organizzare un party. Ma questo non è l’unico punto su cui la difesa cercherà di farsi valere. All’interno della compagine popolare giudicante in primo grado ci sono addirittura ben due violazioni di legge del regolamento della Giuria della Giamaica. Infatti un giurato sul caso si sostiene che lavori con la Forza di Difesa Giamaica, posizione incompatibile col ruolo stesso di giurato, mentre un’altra sarebbe la moglie di un importante ufficiale di polizia e quindi impossibilitata a far parte della giuria. Il pubblico ministero poi ha solo prove circostanziali e non schiaccianti. Si vocifera che Vybz Kartel ha una grande possibilità di vincere il suo appello se non per l’immediata libertà, almeno per la possibilità di ottenere un nuovo processo e di rendere nullo questo pendente. Staremo a vedere come si evolverà il procedimento giudiziario e quale sorte toccherà al Dancehall Hero.

Dancehall a mi everything !

Eugenia Conti