Coppershot dalla Giamaica arriva stasera al Weddy Weddy di Roma

Stasera ritorna il party del mercoledì di Roma a San Lorenzo, Locanda Atlantide.
La crew resident per questo nuovo appuntamento di WEDDY WEDDY – Roma, il party ispirato all’evento del mercoledì di Kingston al 41 di Burlington Ave, ospiterà l’ennesimo international artist della stagione. Direttamente dalla Giamaica, uno dei Sound più all’avanguardia della Black Music: COPPERSHOT MUSIC.
Coppershot è un gruppo di “Veteran Disc Jockeys”, fondato nel 1994, che promuove eventi non solo in Giamaica, ma in tutto il mondo. Grazie al grande successo internazionale, la crew ha vinto consecutivamente i premi per la categoria “Best Sound System in Jamaica” agli Youth View Awards. Il loro stile è un composto di remix originali, una pioggia di dubplate dei più alti livelli, mix energici e scratching veloci di reggae, pop, soca, dancehall, hip hop, reggaeton e R&B.
San Lorenzo vi sembrerà un quartiere di Kingston!
Prima e dopo Coppershot Sound il gruppo romano Pakkia Crew, partner dell’evento, e i sound resident: Bear Bros., Compa, Dancehall Hustlers e MilitantDandy.
Un’altra notte all’insegna delle stelle che hanno reso celebre la dancehall music in tutto il mondo, sempre free entry, sempre a Locanda Atlantide in Via dei Lucani, 22b, Roma.

Ufficio Stampa
WEDDY WEDDY – Roma

Jamie Rodigan in Italia / Doppia data a Roma e in Salento

Pakkia Crew, START Events e Weddy Weddy – Roma presentano Jamie Rodigan.
Il selector e producer londinese, già protagonista della scena dancehall inglese ed europea grazie alla partecipazione ad importanti festival internazionali come il Rototom Sunsplash e l’Overjam Festival, figlio della leggenda reggae, il dj Sir David “Ram Jam” Rodigan, arriva in Italia per una doppia data. La prima mercoledì 11 gennaio nell’ormai rinomato appuntamento del mercoledì romano, il Weddy Weddy nel quartiere San Lorenzo di Roma. Sabato 14, invece, Jamie farà tappa in Salento, nell’appuntamento chiamato START a FYAH, la yard della Start Crew che sta ospitando top artists della scena reggae e dancehall internazionale.
Entrambe le date saranno accompagnate dalla presenza dell’affermatissimo sound romano Pakkia Crew, già partner del mercoledì reggae della Capitale, protagonisti anch’essi di festival internazionali, che hanno aperto i più importanti concerti di reggae music in Italia e da MilitantDandy, resident del Weddy Weddy – Roma e dello START a FAYAH, membro di Start Events.
Il tutto è stato anticipato dal mix “Salento Rome connection” che si può ascoltare sulla pagina ufficiale soundcloud di Pakkia Crew.
Ricapitolando gli appuntamenti sono:
Mercoledì 11 Gennaio WEDDY WEDDY Roma w/ Jamie Rodigan ls. Pakkia Crew. Resident sound: All Tribes Crew, Bear Bros., MilitantDandy in diretta dalle 22 su Astarbene – Reggae Radio Show in FM 103.3 o su www.astarbene.com – Locanda Antlantide – Free entry!
Sabato 14 Gennaio START a FYAH w/ Jamie Rodigan ls. Pakkia Crew. Resident sound: MilitantDandy, Celestino Hi Fi, J-Lof, Giusto – Exit 101 – Lequile (LE) – Free entry!

Chiunque volesse ascoltare il mixtape può farlo accedendo a questo link :

https://soundcloud.com/pakkia-crew/jamie-rodigan-promo-mix-salento-rome-connection

Segnatevi le date !

QUEENS ON TOP 2016 in Rome / Alevanille : “Because every girl is a Queen”

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Ritorna Queens on Top a Roma con un programma molto più ampliato per l’edizione 2016 che si terrà i prossimi 10 e 11 dicembre. Come da tradizione ci saranno due giorni nella Capitale che comprendono quattro workshop dedicati interamente alle ragazze. “Because Every girl is a queen”, ha precisato Alevanille, la dancehall Queen italiana che ogni anno promuove questo grande evento nella propria città d’origine.
Alevanille ha aggiunto ai nostri microfoni queste dichiarazioni : “Queens on top è un evento che nasce per le ragazze, pensato e dedicato esclusivamente a loro. Ci saranno prima dei workshop con stili diversi in cui ognuna si può ritrovare : dal dancehall Queen Style agli Stylish moves, a semplici steps. La novità di quest’anno é la competition italiana in cui le dancers della nostra nazione avranno la possibilità di esibirsi per dimostrare il proprio talento. Questo contest organizzato in collaborazione con l’International Dancehall Queen e con l’European Dancehall Queen permetterà alla vincitrice di volare direttamente a Barcellona per le selezioni europee.
Il motto dell’evento è che ogni donna é una regina. Queens on top ha quindi lo scopo non solo di creare unione tra le diverse ballerine, ma anche di dare importanza a tutte coloro che hanno qualcosa di speciale da sprigionare e da trasmettere. Spesso tendiamo a sottovalutarci troppo e a non comprendere in realtà quante potenzialità abbiamo. Capita a volte di buttarci giù. Invece vogliamo dimostrare con la nostra iniziativa che ogni singola persona è unica perché ha qualcosa che la caratterizza. Come una passione da seguire. Mi piacerebbe quindi che anche solo per un giorno ogni partecipante si sentisse una Queen.”

Anche quest’anno quindi 4 insegnanti per 4 stili diversi al Cdr Danza & Sport di Roma : stylish moves, espressività, attitudine, coordinazione, flow, steps, moves, tricks e molto altro !
A fare gli onori di casa e ad aprire i workshop sabato 10 con la sua classe “Hardcore Wine” ci sarà proprio la nostra Alevanille, di cui alleghiamo l’intervista video rilasciata a Gege Vibes lo scorso anno.

A seguire si svolgerà il workshop con colei che è fonte di ispirazione per moltissime Queens e dancers internazionali ovvero LatonyaStyle dalla Jamaica. Con i suoi stylish moves è ormai nota in tutto il Mondo. Potete guardare la video intervista girata durante l’edizione 2015 di Queens on Top.

Per la domenica 11 i nomi non sono da meno.
Troviamo infatti la mad dancer tedesca Swaggi Maggi con la sua “Bad Gal Class”. Abbiamo avuto il piacere di conoscere quest’ultima la scorsa estate al Rototom Sunsplash in Spagna, nonché di intervistarla nella dancehall area del Festival come è visibile accedendo al link in basso.

Per ultimo, ma non in ordine di importanza ci sarà il workshop della ballerina Made in Svezia Binta Blackout.

Come accennava Alevanille la novità assoluta di quest anno è la competizione promossa oltre che dalla stessa, da INTERNATIONAL DANCEHALL QUEEN, Trinny Cee , BIG HEAD, Dancehall Queen Of Europe 2017 e Dancehall Soldiers e che vedrà la Queen vincitrice rappresentare l’Italia all’ European DHQ contest a Barcellona nel 2017. Le Iscrizioni saranno aperte fino al 4/12/2016. Per qualsiasi altra info basta accedere ai canali social di “Queens on top”.
Un’occasione da non perdere per chi ama questo genere di danza per poter rendersi popolare ad un pubblico più ampio mostrando le proprie doti.
Because every girl is a Queen !

Eugenia Conti 

ROTOTOM & FRIENDS EUROPE in Salento / Video intervista con Lampa Dread

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Il 30 aprile il grande bus rosso, giallo e verde del Rototom & Friends Europe ha finalmente fatto sosta a Maglie, paesino nei pressi di Lecce, per una grande tappa salentina ospitata nella struttura delle Industrie Musicali. Dopo infiniti km percorsi e tante città europee visitate : da Varsavia ad Amsterdam, da Praga a Barcellona è arrivato il turno delle date Italiane.

Abbiamo intervistato Lampa Dread, uno dei portavoce viventi del Rototom Sunsplash nonché membro dello storico sound system di Roma One Love Hi Powa, il quale ha spiegato ai nostri microfoni il senso di questo tour per il Continente con lo scopo di portare dappertutto un piccolo pezzetto del festival ufficiale che si tiene tutte le estati a Benicassim in Spagna. Parlando della line up del main stage del Rototom Sunsplash 2016 abbiamo constatato che quest’esperienza bisogna provarla almeno una volta nella vita se si ha la passione per la reggae e la dancehall music !

Intervista : Eugenia Conti

Riprese : Giorgio Nuzzo

Montaggio : Lucia Rosato

 

 

ZETA / Esce oggi film sulla diffusione virale dell’hip hop in Italia con molti rapper in scena

 

E’ uscito oggi in tutte le sale cinematografiche “Zeta”, la nuova pellicola dedicata al fenomeno della diffusione virale dell’hip-hop italiano. Sono ormai diversi anni che il rap nazionale è sulla cresta dell’onda come genere musicale ed il regista Cosimo Alemà non poteva che trasformare in un film-manifesto questa tendenza generazionale. Ed ecco che Alemà ci catapulta in una versione molto cruda e vera di Roma, città fatta di luci e di ombre, di zone ricche e di periferie, di personaggi famosi e di ragazzi che aspirano ad esserlo. I protagonisti sono tre amici poco meno che ventenni Alex detto appunto “Zeta” (Diego Germini) , Gaia (Irene Vetere) e Marco (Jacopo Olmi Antinori) che trovano nell’hip-hop l’unica valvola di sfogo per evadere dalla grigia realtà del quartiere povero in cui abitano e nel successo la sola strada per andare contro ad un destino quasi certo caratterizzato da alienazione, insoddisfazione, frustrazione.

Ma bisogna stare attenti a ciò che si desidera perché a volte le nostre fantasie si avverano. Zeta si ritrova ad essere popolare all’improvviso e a dover fare i conti col mondo dello spettacolo, un ambiente difficile in cui è possibile giocare le proprie carte esclusivamente una volta. Se giochi male la partita sei fuori in automatico.

Il peso della fama e il saperne gestire le conseguenze diventano un compito arduo per Zeta che commetterà molti errori fino a ritrovarsi completamente solo ed abbandonato. Il rapper si renderà conto che gli affetti più sinceri ed i punti di riferimento della sua vita li ha ormai persi, che la notorietà di cui gode è solo effimera e sprofonderà nella solitudine e depressione più totale. Ciò nonostante affronterà i suoi demoni fino ad uscire dallo sconforto e ad avere la consapevolezza che per essere felici nella vita bisogna comprendere cosa si vuole e si ama veramente.

Il cast è d’eccezione perché oltre al bravissimo attore napoletano Salvatore Esposito (Gomorra la Serie) figurano anche diversi nomi tra i più importanti della scena rap nostrana come Clementino, Rocco Hunt, J-Ax, Salmo, Fedez, Baby-K, Noyz Narcos, Briga, Ensi, Rancore, Tormento e tanti altri.

Il regista, già molto affermato nel settore dei videoclip musicali, ha voluto definire questo prodotto cinematografico come il “Tempo delle mele” del 2016 proprio perché affronta temi come le paure, le aspirazioni, il desiderio di riscatto, le delusioni e la voglia di vivere al massimo dei giovani d’oggi. Vi farà emozionare l’ultima scena molto toccante di questo  film che mixa i sentimenti alla musica, l’adrenalina alle batoste che la vita riserva. “Zeta” racconta a ritmo di flow la difficile fase nel percorso di ogni ragazzo del passaggio dall’adolescenza all’età adulta con tutto quello che ne consegue.

DATA USCITA:

GENERE: Drammatico

ANNO: 2016

REGIA: Cosimo Alemà

ATTORI: Diego Germini, Irene Vetere, Jacopo Olmo Antinori, Salvatore Esposito ,Clementino, Aldo Vinci, Fedez, J-Ax, Martin Chishimba

  • SCENEGGIATURA: Cosimo Alemà, Riccardo Bruno
  • FOTOGRAFIA: Edoardo Carlo Bolli
  • MONTAGGIO: Maria Fantastica Valmori
  • PRODUZIONE: 9.99 Films, Panamafilm in collaborazione con Sony Music Italy
  • DISTRIBUZIONE: Koch Media
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 100 Min

Eugenia Conti

 

 

 

INTERVIEW TO LAMPA DREAD : "Con One Love Hi Powa Sound System dal 1991 ad oggi"

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I Sound System, oggi celebri in tutto il Mondo, nascono a metà degli anni 50 in Jamaica e precisamente nei ghetti di Kingston in cui più dj si univano tra loro e proponevano musica per strada con piatti, generatori ed impianti mostruosi dalle dimensioni enormi. Il primo a portare queste vibes in Italia ed in particolare a Roma è stato Lampa Dread col suo sound system One Love Hi Powa. Lampa, con origini salernitane ma da sempre residente a Roma, ha contribuito incommensurabilmente a portare la cultura ed i sounds giamaicani sul territorio nazionale. Selecta fin da giovanissimo e proprietario di un negozio di dischi nella Capitale, decide di trasferirsi per dodici anni proprio nell’Isola del Mar delle Antille e di continuare la sua carriera artistica nella patria dei generi che ha sempre amato. Anche oltre oceano apre uno store di vinili e con le sue selezioni comincia a partecipare alle più importanti competizioni guadagnandosi il rispetto di tutta la scena musicale fino a diventare oggi uno degli organizzatori del Rototom Sunspash, il Festival Reggae più grande d’Europa e annoverato tra i più importanti del pianeta. Gege Vibes l’ha intervistato per voi.

Ciao Lampa, partiamo dalla tua storia come scegli di fondare tantissimi anni fa il tuo sound system One Love Hi Powa?

One Love Hi Powa nasce nel 1991 dal sentimento di voler trasmettere le giuste vibes in Italia dove ancora non era arrivata, né si era diffusa la cultura giamaicana a 360 gradi. Già all’epoca proponevamo musica reggae, specialmente a Roma e viaggiando in molti posti come Londra o come la stessa Jamaica in cui fioccavano sempre più sound system abbiamo sentito l’esigenza di crearne uno nostro con cui poter girare il Mondo. Volevamo un impianto appropriato per poter suonare dopo che per tanto tempo avevamo approfittato di quelli dei locali oppure li avevamo posizionati nei vari centri sociali, quando cominciò il fenomeno delle occupazioni, prendendoli in affitto per un certo arco di tempo. A differenza di chi spingeva la discoteca nostrana, il nostro obiettivo era portare ovunque la situazione dancehall: una sorta di discoteca in stile giamaicano con determinate selezioni, sonorità e ritmiche. Grazie al sound system che poteva essere montato e rimontato, la dancehall poteva essere creata in ogni location interna o esterna che si preferisse. One Love Hi Powa cronologicamente può essere considerato tra i primi Sound System d’Italia.

Quanto la Jamaica ha contribuito a inspirare il tuo percorso artistico anche alla luce della tua lunghissima permanenza sull’isola?

Il trasferimento in Jamaica è stata un’esperienza collettiva e che ha inspirato tantissimo l’intero Sound System. Personalmente dopo aver aperto un negozio di vinili a Roma ho voluto riprendere la stessa attività lavorativa sull’Isola trattenendomi ben 12 anni: dal 1998 al 2010. Paradossalmente la mia permanenza è avvenuta in un periodo in cui il mercato del vinile era in forte crisi data l’espansione virale del web. C’è da dire però che nel reggae e nei suoi sottogeneri la cultura del vinile non si è persa, anzi ancora oggi tutti i più nostalgici ed appassionati li utilizzano. Chiaramente con l’avvento di internet e dei cd rom si è maggiormente sgretolata la vendita e il commercio dei vinili. Credo che questo sia il cambiamento naturale dovuto al corso del progresso e che comunque la rete abbia anche i suoi vantaggi e sia più facilmente accessibile a tutti. Prima se ti piacevano solo un paio di brani su un album eri costretto a comprarlo integralmente, oggi invece magari puoi acquistare singole tracce su iTunes. Tornando al periodo trascorso a Kingston mi sono da subito ambientato sul posto. Eravamo molto rispettati fin dall’inizio poiché i Sound System riscuotono di grande credibilità e di grande seguito tra tutti coloro che nutrono un po’ d’amore per la propria musica. Avevamo già contatti da anni con molti personaggi della scena prima di andare sul posto, quindi una volta arrivati l’accoglienza non poteva che essere calorosissima e ci sentivamo addirittura protetti. Eravamo al cento per cento, come si suol dire, dentro all’industria musicale. Anche la gente comune si è abituata a noi dopo aver selezionato a grossi festival musicali sull’isola ed ha di conseguenza apprezzato la nostra presenza sul territorio.

Quali gli artisti giamaicani con cui hai stretto i rapporti più forti?

La lista sarebbe veramente ricca, anzi oserei dire infinita. Sicuramente come non poter citare il colosso Sugar Minott, singer, producer e sound system operator venuto a mancare proprio nel 2010. Oppure il grande Buju Banton, di cui tra l’altro quest’anno ricorre il ventennale da quando lo portammo a Roma per la prima volta. Diciamo che servirebbe un’altra intervista solo per poter parlare dei ricordi legati ai rapporti più forti con i personaggi jamaicani.

Approfondiremo in futuro. Parliamo invece delle tue esperienza europee. Sei uno degli organizzatori storici del Rototom Sunsplash, diventato oggi il Festival reggae più importante d’Europa… 

Diciamo non solo in Europa, ma anche un po’ nel mondo. Il Rototom nasce nel 1994 come una piccola realtà alternativa in provincia di Pordenone ed era rivolto a vari generi musicali: dal reggae, al rock fino al funk. La più seguita era però la reggae music così si decise di trasformarlo in un Festival dedicato esclusivamente ad essa e si espanse sempre più a livello nazionale, fino a diventare un festival internazionale riconosciuto e amato da tutti. Quest’anno si terrà a Benicasim in Spagna come nelle scorse edizioni dal 13 al 20 agosto ed i primi nomi della lineup sono già usciti: tornerà Damian Marley e i Morgan Heritage, band storica e neo-vincitori stanotte del Grammy Awards con il loro “Strictly Roots”, decretato l’album reggae più bello del 2016. Ma le sorprese non sono finite: prossimamente sapremo gli altri ospiti di rilievo mondiale che saranno presenti sul palco del Rototom.

Cosa significa per Lampa Dread essere un selecta reggae e uno dei pionieri della cultura dei sound system nella tua Nazione? 

Voglio sempre continuare a portare in giro per l’Italia le nostre vibes, quelle targate One Love Hi Powa e a spingere la situazione dancehall a Roma, in cui suoniamo regolarmente con il nostro sound system ogni secondo sabato del mese. Per me essere un selecta di musica reggae significa innanzitutto avere consapevolezza, rimanere concentrati sulle radici ma proporre sempre musica ed artisti nuovi. Perché quando una musica è bella anche la sua evoluzione sarà altrettanto piacevole. Vedi la reggae music evoluta nella dancehall music, che ha in sé anche una sua identità. E poi non bisogna mai perdere di vista il messaggio dei brani. Anche nella stessa dancehall jamaicana c’è stata negli anni una carenza di contenuti, ma è anche comprensibile in un’isola come quella con delle difficoltà evidenti. A maggior ragione c’è bisogno di più presa di coscienza, in primis da parte degli stessi selezionatori.

Eugenia Conti