“Lockdown” / Koffee drops a love song showing her astonishing passionate side

“Lockdown” is the brand new official song and videoclip by Koffee out now. The young Grammy Award winning Artist showed his huge fanbase how she is growing up in her career and personal life as well.

“Lockdown” is a love, passional song composed in quarantine. After the big success of her Ep “Rapture”, we are intensely waiting for Koffee’s debut album. The videoclip, realized in Jamaica choosing some amazing landscapes, is directed by Yannick Reid, co-directed by Habibi and Original Koffee Music. In the shooting there are other special appearances from the Jamaican musical industry such as Popcaan, Dre Island, Skillibeng and more.

Lyrics:

Where will we go

When di quarantine ting done and everybody touch road

Mommy, me go NASCAR

Pull up in a fast car

A nuh false start Mek you and di boss par I know you’re feeling me

You know I’m feeling you

So what now we fi do

Aye fancy How yuh heart stay, it nah no vacancy?

Last time see yuh pon FaceTime Chatting up di place

Bout you nuh want relationship

Me a go put you pon lock down

Put yuh body pon lockdown

Mmm You got me pon lock now

You got my passion unlocked wow

If you love me You should let me

You should let me

You should let me know

And if you don’t now Better fi let me Better fi let me

A better yuh let me go

Pulling up, pulling up, pulling up

Nuh bodda deal wid di bagga long talking

Me know fi now we a chill ina apartment

Hope you don’t mind me asking

Where will we go

When di quarantine ting done and everybody touch road

Mommy, me go NASCAR

Pull up in a fast car

A nuh false start

Mek you and di boss par I know you’re feeling me

You know I’m feeling you

So what now we fi do

Say you want travel

We go Hope Valley

Say you hoping your love a nuh just no tally

Make me heart full, that’s why me love you Totally

Do me own ting and me nu trouble nobody

And we watching out Pon di patio

And di neighbor dem a watch we now

Swing and me nuh miss like Pacquiao

Wa you fiending for? Hot Koffee yow Watch ya now Watch ya now

All yuh want talk bout a matrimony Any ting yuh want

Koffee got di money Me give yuh me heart beg yuh take it from me

Where will we go

When di quarantine ting done and everybody touch road

Mommy, me go NASCAR

Pull up in a fast car

A nuh false start

Mek you and di boss par I know you’re feeling me

You know I’m feeling you

So what now we fi do

 

Eugenia Conti

Intervista con F.U.L.A./ Dal Senegal un esempio di resilienza che ci insegna il valore del multiculturalismo

Classe 1993, F.U.L.A., al secolo Oumar Sall, è un italo-senegalese, ultimo di 12 figli. Arriva in Italia a sette mesi con la madre, fuggendo dalla propria patria. Cresce in Calabria, diviso tra la famiglia affidataria e la madre biologica Fatima. Multiformità e Multiculturalismo rappresentano i concetti integranti della sua evoluzione umana e musicale: dalle radici della musica africana agli intenti dei vari cultori Blues, Soul, Reggae, Rap, Jazz, Pop e Rock.“La mia Africa richiama gli aspetti rudimentali della vita, i sentimenti primi e immutabili dell’essere umano, come la gioia e la nostalgia”, dichiara.

Oumar racconta il suo vissuto traducendolo in tematiche oggettive nelle quali ognuno possa riconoscersi e rispecchiarsi. “Nelle mie canzoni si ritrovano spensieratezza consapevole e voglia di rivalsa perenne”, ci spiega.
F.u.l.a. può essere collocato in un ampio movimento culturale ed artistico come quello dell’Afro-Punk. Fra le varie esperienze, ha partecipato all’attivismo nelle università italiane con il “Festival delle Generazioni” ed al programma TV “Siamo Noi” su TV 200 per lo “Ius Soli” nel 2019. Nel 2020 Oumar firma un contratto discografico con l’indie label “La Pop”. Inoltre, prende parte al progetto di crew “Equipe 54” collaborando con alcuni artisti come Tommy Kuti, Yank Real e Slim Gong. 3 mesi fa è uscito il suo singolo ufficiale “Maldafrica”, che ha riscosso un ottimo feedback online.

Lo abbiamo intervistato per voi…

 

Come è stato il tuo approccio con l’Italia e l’integrazione in questa Nazione?
Non è stato traumatico. Sono cresciuto in provincia in un paesino di pochi abitanti in cui eravamo gli unici neri. La gente del paese ormai mi vuole bene, anche se ho dovuto lottare contro alcune menti becere ed un po’ di discriminazione subdola. Ad ogni modo sono sempre riuscito a farmi rispettare.
Hai origini africane. Quanto le tue radici hanno influito anche sul tuo stile musicale e sulla realizzazione della tua carriera?
L’Africa influenza ogni singolo artista o genere musicale. Quando si parla di musica moderna, spesso, tralasciamo che le origini della stessa provengono dall’Africa. Nel mio caso è ancora più evidente.
Quando hai capito che volessi fare musica in maniera professionale come lavoro e non solo come passione?
In realtà è stato da sempre il mio obiettivo. Da piccolino guardavo Michael Jackson in Tv e ripetevo a mia madre che un giorno sarei diventato come lui. (Ride)
Progetti futuri dopo gli ultimi singoli che hai lanciato online? Hai in cantiere anche un album?
Il mio progetto futuro è riuscire a far musica ogni giorno con costanza e dedizione. Solo dopo potrò pensare ad un disco e ad altri progetti. Nel mentre, però, credo che faremo uscire qualche Ep e parallelamente sto lavorando con il mio collettivo Equipe 54 a molte canzoni.
Quali sono le tematiche più presenti nei testi delle tue canzoni?
Mi piace variare con i topics perché racconto sempre la mia vita. Non ci sono tematiche specifiche nelle mie canzoni: dipende dalle mie esperienze e da cosa vuole comunicare la mia anima in un determinato momento.
Sei stato definito un esempio di resilienza. Potresti spiegare a tutti il perché?
Probabilmente perché non mi sono mai tirato indietro nella vita, anche quando tutto va male  non perdo mai la voglia di sorridere e di mettermi in gioco. Non mi piace vivere per nulla. La resilienza è uno status mentale, difficile da attuare ma soddisfacente.
Sogno più grande che hai per il futuro?
Vedere l’Africa davvero decolonizzata.
Eugenia Conti

RECORD REVIEW / Troppo……….L'EP dei 13 Bastardi (1998)

troppo... 13 bastardi ep

Signore e signori qui abbiamo una vera e propria perla di stile! Stiamo parlando di un prodotto che ha in sé la freschezza del vero funk, di quello senza tempo. Questo Ep sembra quasi una jam session di mostri. Quattro tracce in cui possiamo trovare evoluzioni liriche che all’epoca anticipavano i tempi (nel 1998 infatti per sentire incastri simili dovevi risiedere solo a Senigallia e comprare i tape di un certo Fabri Fibra, quello degli esordi). Sto parlando dei 13 bastardi con Troppo….. un ep che fondamentalmente ha fatto la differenza, anzi per gli amanti del genere direi la storia! Il numero 13 è un numero figurativo: non rappresenta il vero numero di componenti della crew, ma è stato scelto in quanto, come scaramanzia comanda, è un numero fortunato. Alle produzioni troviamo Vinch (Jet Pilder), ai piatti Dj Drako, al microfono Paura, Callister, Castì, Domasan, Ekspo e Joz. Si pensi che la formazione di allora non comprendeva ancora né Svez (proveniente da Clan Vesuvio) né Dj 2phast, mentre Zin ne faceva già parte ma era in fase di “crescita”. I quattro brani si ascoltano che è una favola. Analizziamoli uno per uno. Partiamo con “Troppo”, la traccia che da il titolo al progetto ed in cui sono presenti tutti i componenti del collettivo da subito l’idea di quale sia la vera ratio di questo esperimento. Per non parlare del sample usato sul beat: una vera bomba ! Passiamo a “Emissioni di flusso”, traccia solista di Paura che già ai tempi faceva scuola con la sua “mastità”. Terza track è “Per volere degli elementi” in cui sono presenti Domasan, Joz e Ekspo(ai tempi noto come Euan): oltre ad essere caratterizzata dallo stile lo è soprattutto dai contenuti. Infatti dal testo viene a galla il lato “oscuro” della Napoli di fine anni ’90,l sottolineando il disagio dei giovani con tutte le annesse problematiche. Se si è appassionati di rap campano non si può prescindere dal conoscere questo pezzo. Arriviamo così all’ultima mina che ha un titolo abbastanza lungo “Bionic commando rush’n’attak special Callister 3 mobile suit power up fortified school”. Nel pezzo prevale per lo più Callister con flow allucinanti, il quale è accompagnato da Ekspo, Joz e Domasan. Se siete patiti del funk e del rap fatto con una certa attitudine e tecnica, lontano dalle logiche di mercato mainstream e dagli stereotipi “Troppo” non può mancare nella vostra playlist. Credetemi anche ascoltato a 18 anni di distanza fa avvertire sempre quella sensazione di freschezza che rende dischi come questo immortali !

Fabio De Cenzo aka Skarraphone