CONCERTS / In Salento oggi si da il via all'edizione 2016 de La Focara Festival

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Anche quest’anno al via il secolare festival de “La Focara” celebrato annualmente a Novoli nel Salento. L’edizione 2016 del “FócaraFestival” comincerà da oggi fino a lunedì. La “focara”, termine che indica un falò di grandi dimensioni, ha origini antichissime, legate all’importanza del fuoco per i pagani.

La manifestazione, richiamando un arcaico rito pagano di consacrazione e purificazione, si svolge infatti di fronte a un grandissimo falò, il più grande d’Europa, che si accende il 16 gennaio, giorno della vigilia della festa del patrono della città, Sant’Antonio Abate.

Una tradizione che si perpetua nel corso degli anni e che sarà arricchita dai bellissimi interventi musicali che si susseguiranno sul grande palco situato proprio di fronte alla montagna di fuoco. Ad allietare ancora di più l’evento i vari stand in cui è possibile degustare i prodotti enogastronomici tipici del posto e diversi capannoni adibiti per ballare per poter continuare la festa una volta terminati i live.

Qui di seguito riportiamo il programma musicale del week-end :

16 GENNAIO 2016
Ore 20.00 Piazza Tito Schipo Accensione Focara. Spettacoli pirotecnici .

Dalle 21.30 Piazza Titov Schipa Focara Festival

Main Stage: Funketti, Fanfare Ciocarlia, Passione tour, Dengue Dengue Dengue, Mad Professor ft. Brother culture, Electro Tent.

Dalle 23.00 Swat Party Capibara Buraka Som Sistema

17 GENNAIO 2016
ore 19.00 Teatro comunale Lectio magistralis Vittorio Sgarbi Il fuoco nell’arte e Sant’Antonio

dalle 21.30 Piazza Tito Schipa Focara Festival

Main stage : Teenage, Riot, La Municipal, Nneka, Subsonica, Prince fatty and Horseman ft. ,Shniece Electro Tent,
Dj Beta, Mad Dopa

Eugenia Conti

 

ADDIO PINO DANIELE / Il ricordo di amici e figliocci: da James Senese a Tullio De Piscopo

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Un pezzo di storia della città ci ha lasciato, una pietra miliare che ha fatto cantare assieme figli e genitori di diverse generazioni oggi ci abbandona per sempre: il nostro amato Pino Daniele. Una notizia che ha choccato tutti quanti nel mondo della musica e non, ma che in primis ha colpito i fans della sua patria, della sua Napule dai mille culure. Milioni di persone, me compresa, hanno vissuto questo lutto come la perdita di una persona molto prossima o di famiglia. Il secondo duro colpo è stato inferto al cuore della città dopo la prematura scomparsa di Massimo Troisi avvenuta nel 1994. Piange anche chi non l’aveva mai conosciuto o nemmeno avvicinato semplicemente perché Pino era un manifesto, era un punto di riferimento essenziale nelle vite di tutti coloro che lo stimavano e supportavano. Ma soprattutto con la sua voce, la sua chitarra e la sua musica sapeva perfettamente come toccare le corde più profonde dell’anima umana. Per ricordarlo al meglio, ci sembrava giusto riportare di seguito gli ultimi saluti al cantante di alcuni tra i suoi colleghi più vicini, tra i suoi fratelli di Napoli Centrale e tra i suoi allievi più cari:

James Senese – Con lui se ne va una parte di me. Ho sempre dedicato una parte della mia musica a lui e sarà sempre così”

Tullio De Piscopo – Non mi sento tanto bene adesso. Sto aspettando il dottore. L’ho sentito tre giorni fa. Era più che un fratello per me. Non me lo aspettavo.

Enzo Avitabile – Pubblicando su Fb il suo brano con Pino Daniele “E’ ancora tiempo”: “…E coccheccosa nun more ma resta…” R.I.P.”

Teresa De Sio – Tra i maggiori artisti che hanno portato Napoli da un’epoca a un’altra, è stata un traghettatore. Le sue canzoni rimarranno nelle mura delle case, nell’aria, resteranno per sempre”

Clementino – “Non ci voglio credere… Maestro mio, porterò con me i preziosi consigli che mi hai dato , terrò custodito con cura quel regalo che mi hai fatto così le parole delle tue canzoni saranno trasmesse da generazione in generazione ancora di più …Terrò vivo il tuo ricordo nella mia musica…per sempre… Ora riposa in pace Zio Pino ! By quel “disgraziato mascalzone” come mi chiamavi tu.”

Rocco Hunt – Il mattino non è mai stato così amaro. Ci incontrammo a Radio Deejay la prima volta, mi presentai e tu dicesti: “Guaglió sei fortissimo a scrivere!”… Io saltellavo dalla gioia, Pino mi aveva fatto i complimenti! Poi la promessa di un concerto insieme nella tua Napoli… Mai avrei voluto immaginare che fosse stato l’ultimo. Zio Pino ci ha lasciati qua! Fiero di averti conosciuto maestro… Quella promessa che mi avevi fatto non la dimenticherò mai. Ossaje comm’ fa o Core!”

Edoardo Bennato  – sul suo profilo privato condividendo la versione di Napule è di Pino Daniele ed Eric Clapton:”Hai Inventato il Blues Partenopeo, Hai detto allo Stato nel 1977 Come la Pensavi , con il Tuo Verismo ci Hai Fatto Vibrare l’ Anima , ADDIO PINO ADDIO BLUES 19 / 3 / 1955 4 / 1/ 2015 R.I.P……………COMBAT ROCK …….”

Sempre Edoardo, sulla sua pagina pubblica: “Due anni fa avremmo dovuto tenere insieme un concerto allo Stadio San Paolo per l’addio al calcio di Fabio Cannavaro; sarebbe stato un bellissimo momento per suonare insieme, ma purtroppo i problemi per il campo hanno impedito questo nostro progetto… Sul cellulare ho ancora i messaggi che ci siamo scambiati una settimana fa per le feste e ora questo enorme dolore e rimpianto per un grande amico e un grande musicista napoletano. Ciao Pino.”

Enzo Gragnaniello –  Quante emozioni abbiamo provato in questo momento, tante ne abbiamo trasmesse ai nostri amici del pubblico. Grazie Pino.

Lucariello – E cu ‘e spall’ sott ‘e casce nun se sente cchiù l’addore ‘e mare… R.I.P.

Nino D’Angelo – I mille colori di Napoli hanno perso la loro voce, ciao Pino

99 Posse – (riferito a Pino e a Massimo Troisi) ci piace pensare che adesso vi state prendendo ‘na tazzulella ‘e cafè assieme


Un fiume di pianto o una valle di lacrime non basteranno mai a colmare il vuoto che il Maestro per antonomasia ha lasciato dentro ognuno di noi e all’interno dello scenario musicale del Paese. Perdiamo il “Blues Man” più forte di tutti i tempi e la sua assenza già manca troppo. E’ come un’epoca che finisce. Ma il vero patrimonio che ci resta nelle mani e che appartiene a tutti quanti è la sua musica, la sua fantastica discografia. Un tesoro che contribuiremo sempre a diffondere e a trasmettere alle nuove generazioni affinché il già immortale Mascalzone Latino possa continuare a vivere in eterno.

Eugenia Conti

MASCALZONI LATINI / Auguri a Pino Daniele per i suoi 59 anni

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9 marzo, San Giuseppe e festa del papà. Ma c’è qualcuno di molto speciale che, oltre a festeggiare l’onomastico, compie anche gli anni in questa data. E’ Pino Daniele: 59 anni, di cui 40 dedicati alla musica.

Aveva appena 21 anni quando entrò a far parte, come bassista, di quella Napoli Centrale, che tanto ha segnato una generazione partenopea. Solo 22, invece, quando uscì l’album d’esordio: “Terra mia”, primo disco di un ragazzo innamorato della sua terra, delle sue radici, della sua cultura e che aveva voglia di gridare al mondo intero tutto il suo amore per la straordinaria città di Partenope. “Terra mia” sarà il primo di ventitre album, che l’artista inciderà durante il corso della sua lunga carriera.

Oggi, ci sembra giusto e doveroso celebrarlo. Pino, tanto amato dal suo popolo, vera icona musicale, col suo blues e col suo suo jazz. Propulsore col “Neapolitan Power”, assieme ad altri pilastri del genere come Tullio De Piscopo, James Senese, Toni Esposito, di una vera e propria corrente musicale, culturale e di pensiero.

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Ha 59 anni adesso e nonostante i problemi di salute passati, non vuole assolutamente abbandonare la colonna portante della sua esistenza: la musica. Infatti,  sorprende sempre con qualche nuova data esclusiva i fans, spaventati e preoccupati di non poterlo ascoltare più in live. E così dopo il grande successo del Palapartenope a Napoli durante le vacanze natalizie 2013/2014, c’è grande attesa per il concerto che Pino il prossimo 1 settembre 2014 terrà al Nord, nella lontana Verona, in quell’arena prestigiosa, palcoscenico di moltissimi artisti a livello mondiale.

Il concerto si chiamerà “ Nero a metà” e sarà tutto dedicato al terzo album del cantante, dall’omonimo titolo. Durante lo spettacolo, saranno protagoniste molte tra le sue canzoni più belle di sempre. Da “A me me piace ‘o blues”, a “Quanno chiove”. Per l’occasione, sul palco assieme a lui, salirà la band originale degli anni ‘80: l’immancabile James Senese al sassofono, continuando con Tony Cercola al bongos, Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere ed, infine, Rosario Jermano alle percussioni. Oltre al gruppo storico, la performance sarà arricchita dall’aggiunta di ben cinquanta componenti dell’Orchestra Sinfonica “Roma Sinfonietta”, diretta dal maestro Gianluca Podio, che contribuirà a rendere il tutto ancora più magico.

Tutti in attesa, quindi, di “Nero a metà”, dove il nero sta a rappresentare l’anima artistica del cantante, riproiettata e rivissuta interamente nel suo sound così black, ma a metà perché Pino è mediterrano ed ancora legato al posto che gli ha dato i natali e lo ha reso la pietra miliare che è oggi. La sua e la nostra Napoli. Vaj mo, Pino. Auguri.

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Eugenia Conti